La lega salverà Romano, è lui il ministro dell’agricoltura che gliel’ha data vinta sulle quote latte.


La lega si è sempre schierata apertamente con gli allevatori che hanno truffato, e rifatto stalle e trattori, rubando sulle quote latte.
Persino quell’imbecille del Trota appena ha aperto bocca da consigliere regionale ha promesso che le multe per le quote latte le avrebbe pagate lo Stato, noi, e tutte le manifestazioni degli allevatori erano sotto la bandiera verde del carroccio.
Dirigenti, leghisti ed allevatori sono quelli che hanno perso la voce a Pontida ed altrove gridando Roma ladrona.
Gli allevatori si sono spacciati per vittime di un sopruso dopo che hanno arraffato miliardi di lire per anni rifacendosi casa,stalle, e macchinari.
La lega li ha sempre protetti come ha protetto gli evasori e nascosto i lavoratori in nero del ricco nord, specialmente se immigrati e ricattati per fame.
Sono i ladri della prima repubblica che si sono rifatti il vestito ma hanno conservato il pelo ed il vizio.
Se osservate le zone dove la lega fa il pieno di voti potrete osservare che, prima, il pieno lo faceva la Democrazia Cristiana.
Bigotti, bottegai, piccoli e grandi evasori, parassiti delle associazioni statali agricole e non hanno sempre votato Dc.
Con la caduta della prima repubblica sono passati alla lega portandosi dietro tutti i vizi e le clientele al grido di Roma ladrona.
Infatti molti ci sono caduti, hanno creduto che una nuova linfa popolare fosse nata tra le valli del nord in nome della legalità e la giustizia  a salvaguardia della religione cattolica come identità nazionale padana.
Prima erano fascisti, poi democristiani, sempre Dio e patria e intanto vivevano tra clientele, privilegi e piccoli e grandi evasioni.
Sempre con un fondo di razzismo contro i meridionali.
Poi sono diventati leghisti ed hanno fatto un concentrato di fascismo, razzismo, evasori, bottegai, clientele ed è nato il perfetto leghista quello che al nord fa la rivoluzione, chiede la secessione ed a Roma ladrona fa pagare le multe delle loro rapine.
Quello che noi dobbiamo capire, tutti noi, è che quando la lega grida Roma ladrona allude allo Stato, a noi che paghiamo le tasse, mentre loro continuano a rubare, evadere, sfruttare gli immigrati nei campi, nelle fabbriche e affittando tuguri a migliaia di euro al mese.
Sono sempre i soliti parassiti che fiancheggiano qualunque tipo di potere ci sia, dal fascismo al centrodestra, per continuare a vivere sotto traccia e sconosciuti al fisco.
Non tutti i leghisti sono così, ovviamente, la maggioranza.
Quelli che fanno manifestazioni per interesse contro lo Stato centrale e quelli che non hanno capito niente, parlano di secessione convinti di essere sfruttati dallo Stato mentre i loro sfruttatori sono nel palco a parlare ed intorno a loro.
Quando sono a Pontida o altrove nei loro raduni provino a chiedere la denuncia dei redditi a chi manifesta con loro, ne scopriranno delle belle, altro che Roma ladrona.
La base sarà furiosa per l’atteggiamento dei lor parlamentari ma gli allevatori no, sanno che è arrivato il momento di salvare Romano, quello che gliel’ha data vinta sulle quote latte.
Ironia della sorte, dopo che per lustri hanno gridato Roma ladrona si trovano a salvare uno che si chiama Romano.
Se veramente facessero la secessione in cinque anni il nord est tornerebbe ad essere quello che è stato da prima del 900 a  sino agli anni sessanta, terra di emigranti. Zone depresse.
In modo particolare veneti e friulani che sono emigrati ovunque dentro e fuori d’ Italia.
Si vocifera che nella lega ci siano due anime i bossiani ed i maroniani, tutte e due sanno qual’è la mucca che da il latte e la mucca ha quattro capezzoli, c’è posto per altre due.
Così hanno rifatto la Dc del tutto.
Aggiunta delle ore 14,02:

Maroni: «La Lega
non sfiducerà Romano»

 

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4 Risposte

  1. Ecco l’hai detta giusta. Quelli che erano prima degli anni ’60. Ma i veneti ricordano quello che erano prima degli anni ’60? Voglio ricordare a tutti che durante le grandi migrazioni i meridionali sono quelli che sono partiti per ultimi. Prima di loro c’erano stati appunto i veneti che li troviamo anche al centro sud perchè nelle grandi bonifiche sono arrivati per primi.
    E senza Roma Ladrona che ha consentito e consente il lavoro nero e lo sfruttamento degli immigrati cosa sarebbero stati? E cosa saranno appena gli imprenditori sposteranno le loro aziende all’estero come stanno già facendo?
    E cosa saranno quando gli immigrati smetteranno di farsi sfruttare come sempre è avvenuto dappertutto e come avverrà anche in veneto?
    Sarà poi invocata la protezione della vituperata Roma Ladrona?
    Se ci sarà responsabilità sarà ancne della MAGGIORANZA SILENZIOSA della parte onesta dei veneti che assecondano senza protestare il ladocinio legalizzato che la Lega protegge.
    Ed in questa maggioranza vi è anche l’esercito dei bigotti che prega dio e fotte il prossimo pensando che basta andare a messa la dlomenica e deglutire qualche ostia per essere assolti dall’aver assecondato le nefandezze di certi capipopolo che loro hanno contribuito ad eleggere in quel parlamento italiano che regala prebende ed elargizioni anche ai deputati leghisti che intascano senza merito e senza nulla fare per ridurre. Roma ladrona, eh? E loro?
    Ma insomma la lezione del fascismo possibile che non sia servita a nulla? Possibile che tutti si scoprono antifascisti dopo che il fascismo è caduto mentre durante il regime tutti affollavano le piazze per assecondare le follie del Duce come adesso si assecondano le farneticazione di Bossi e dei suoi sostenitori?
    Ma li avete ascoltati bene certi leghisti? Ma cosa esce dalla loro bocca? Quali proposte serie alla fine fannlo? E su questi valori che si ritrova il popolo veneto?
    Ma non facciamo ridere il mondo che già sghignazza abbastanza di noi.
    E proprio in nome di quell’etica cristiana, sventolata solo a parole, che la parte onesta e cosciente dei veneti dovrebbe schierarsi ed insorgere per mandare a casa il liquame che sta infettando tutta la cosiddetta padania (che geograficamente non esiste neppure)!

    • Salvatore, mi sa che abbiamo lo stesso dna, la pensiamo allo stesso modo.
      La mia famiglia è emigrata a Milano nel 60, mio padre era fascista ma io ho avuto la mia evoluzione e sono approdato, giovanissimo, alla sinistra.
      Conosco perfettamente la miseria della bassa veronese, e di Rovigo senza dimenticare il nord del Venero ed il Friuli.
      Hanno fatto quattro soldi e dimenticato tutto, ma la nonna la fanno lavorare in cantina sino a 90 anni oggi come allora.
      Tutto rigorosamente in nero, mentre davanti alla villa, nel giardino, splende l’ultimo modello di Suv.
      Dovrebbero tornare nelle miniere del Belgio per qualche anno per farsi tornare la memoria.
      Ciao.

  2. Voglio comunque sottolineare che il lavoro nero è la vera piaga d’Italia. Dove abito io il 90% del lavoro è in nero. Ed è Toscana e non Mezzogiorno. Ed in nero lavora anche quel rtestante 10% quando è possibile.
    Con l’informatica si potrebbe piegare e risolvere questo fenomeno. E basterebbe anche poco creando una rete di ispettori del lavoro “volontari” in ogni paese reclutandoli tra i vecchi sindacalisti in pensione (sono un esercito) che dovrebbero avere il compito di RILEVARE (insieme agli ispettori già esistenti ed alle forze dell’ordine che hanno occhi per vedere quello che succede nei paesi) SOLTANTO L’INIZIO DEI LAVORI, almeno quelli più grossi e visibili, segnalandoli ad un centro informatizzato via internet che dovrebbe raccogliere le informazioni ed incrociarle, nel momento della dichiarazione dei redditi, con quelle che le imprese dichiarano nei loro redditi annuali.
    Contemporaneamente dovrebbero rendere più agevoli gli adempimenti burocratici per incoraggiare la presentazione delle domande per gli sgravi fiscali previsti (o da prevedere per incentivare le denunce) per le ristrutturazioni.
    Con questo semplice sistema la gente sarebbe incoraggiata a legalizzare anche i piccoli lavori in qjuanto alla fine ne avrebbero un vantaggio economico e lo stesso vantaggio arriverebbe per le finanze dello stato.
    Anche perchè SEMBRA che il lavoro in nero convenga a chi lo richiede, ma nei fatti ed alla fine si traduce in NESSUNA GARANZIA in caso di lavori fatti male (e questo suiccede quasi sempre) ed IN NESSUN RISPARMIO EFFETTIVO in quanto le imprese alla fine non fanno pagare meno le loro prestazioni MA EVADONO SOLTANTO L’IVA con un danno immenso all’erario che poi ricade proprio su quegli stessi cittadini costretti a sorbirsi una maggiore tassazione quando le finanze dello stato scarseggiano. INSOMMA IL LAVORO NERO IN FONDO E’ UNA DANNO IMMENSO PER TUTTA LA COLLETTIVITA’ ED I CITTADINI DOVREBBERO RIFIUTARLO A PRIORI NEL LORO STESSO INTERESSE!
    Ma queste proposte, che gho già fatto anche nella stampa locale, non interessano a nessuno!

    • Questo è il problema, è talmente sotto pelle nel vivere comune che l’indignazione non esiste più, non ci si rende conto che a pagare sono sempre gli onesti, gli stessi.
      Prova a fare imbiancare la casa a Milano e chiedere la ricevuta.

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