Avere una compagna poliedrica è piacevole per il compagno, c’è anche il fortunato che ne ha tre in una, come le offerte al super. Angela, Ninni, Nicla.


Lo posso ben dire io che avere una compagna poliedrica è un vantaggio se non altro combatti la noia, la ripetitività, la consuetudine del quotidiano.
Sono da 40 anni con la stessa donna presumo che la sua ecletticità  certamente ha contribuito a mettere fantasia nel quotidiano, non ho idea di quante volte mi ha girato i mobili in sala, in casa, rientravo alla sera e mi sembrava di abitare in un nuovo appartamento.
I capelli, non parliamo dei capelli, taglio, colore, pettinatura, le strisce più chiare sul fondo scuro. Di certo i capelli sono una malattia di famiglia, lei, mia nipote, il figliolo, la cognata, su come trattare o tagliare i capelli sono capaci di spendere mezza giornata. Come si sa ognuno ha le sue debolezze, le sue manie, e loro, dal mio punto di vista, hanno un problema nella testa, dentro la testa, con i capelli.
Se non altro io ho potuto frequentare diverse Mirè in questi anni, come cambiare compagna senza andare dall’avvocato o dal giudice.
Insomma non è una donna piatta che la conosci con una pettinatura, uno stile, e lo porti per 40 anni sempre uguale.
Questo vale per l’aspetto esteriore, mi ritengo fortunato ma c’è chi è più fortunato di me, che oltre all’aspetto esteriore gode proprio del cambiamento di carattere, personalità.
Del cambiamento d’umore è meglio non parlarne, quando si parla di donne, quello lo producono in quantità industriale e non è mancata nemmeno a me la gioia di usufruirne.
Ho imparato della autodifese da poter scrivere un libro, ma stiamo parlando d’altro.
Dicevo che i più fortunati hanno compagne che offrono in una persona sola, pur con tre nomi, diverse funzioni e personalità.
Prendete la moglie di Tarantini ad esempio, Angela come moglie e mamma affettuosa di due bambine, Nicla per le festicciole e gli amici di shopping, viaggi, crociere, insomma se vai a Cortina e ti presentano qualcuno fa più figo dire: piacere Nicla, piuttosto che Angela dopo Maria il nome più inflazionato e comune .
Quanto invece andava da Lavitola per chiedere soldi, incassare, sacrificarsi per la famiglia, aiutare quel pappone del marito, Giampi, nel tenere alto il loro tenore di vita si chiamava Ninni, quella della scopata extra, talmente confusa da non riconoscere se il servizio era per amore o per passione o semplicemente prostituzione, dato che al termine di ogni prestazione riceveva una busta.
Onestamente dobbiamo dire che era una dilettante, le professioniste si fanno pagare prima, sistema in vigore anche nei casini di stato.
Oppure è di alto bordo come le orgettine che il servizio lo facevano sulla fiducia, da quando si chiamano escort e frequentano le zone alte pare si tratti la tariffa ma l’incasso avvenga dopo, con alcune sorprese, alle volte, se è vero che qualche orgettina è rimasta delusa dalla busta dell’utilizzatore finale, si aspettava di più.
Non credo che Lavitola fosse così preciso nei suoi intrallazzi da rispettare le regole del mercato, ed avesse il cartello di avviso appeso nel suo ufficio.
Tra l’altro, anche in altre ville molto più prestigiose della sua, pare che il cartello, doveroso come quello del divieto di fumare, non fosse esposto, la marchetta era una busta a sorpresa qualche volta esagerata, qualche volta meno, tant’è che una delle orgettine se ne è lamentata con la madre, 6.000 euro per una settimana erano pochi.
Bene ha fatto la madre a riprenderla: son sempre dodici milioni delle vecchie lire! Che vuoi che sia un po’ di stanchezza.
Tutta questa storia a me ha fatto tornare in mente Boniperti che usava far firmare in bianco i nuovi arrivati alla Juve, prima fai vedere quello che sai fare e dopo decido l’ingaggio da darti.
Erano altri tempi, è vero, ma Silvio è furbo e gli subito copiato l’idea, eco perche le buste per le orgettine, le escort, le ospiti, per riassumere in una parola, le puttane, si trovavano importi diversi e ne nascevano invidie e discussioni.
Quella troia non ha fatto un cazzo ed ha preso su di me.
Sono cose vecchie come il mondo, chi non ricorda la parabola del Vangelo che spiega perchè Berlusconi si crede Gesù e si comporta come tale.
 Dal Vangelo, non so di quale autore, ma è il Vangelo:
Quello che ci sconcerta di più è che al termine del giorno il padrone «paga il salario a cominciare dagli ultimi fino ai primi: «Questi ultimi han­no lavorato un’ora soltanto, e tu li tratti come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo».

E’, ne più ne meno, il ragionamento che hanno fatto le orgettine.
Dobbiamo ammettere che sindacalmente non è giusto, ma il padrone è sempre il padrone e Berlusconi lo sa, anche con Scilipoti e similari.

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4 Risposte

  1. “Spesso la donna italiana è cuoca in salotto, puttana in cucina e signora a letto”.
    Ennio Flaiano, Diario notturno, 1956

    • Masso, le donne Italiane, per la maggiore, sono confuse….non sanno fare i giochi di ruolo…..piu passa il tempo e piu penso di essere arrivata da un altro pianeta :-))

      Flori

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