IL capitalismo, la falsa democrazia, le guerre, la speculazione, il profitto.


La crisi è globale ma il capitalismo, la speculazione, il profitto, le guerre e la falsa democrazia, spacciata per l’unico modo di vivere che sia possibile al mondo, continua imperterrita a bruciare ricchezza costruita sfruttando i più deboli, arricchendo i parassiti come le banche e gli speculatori, ed emarginando da una vita dignitosa gli artefici di tanta ricchezza.
Come esempio di vita democratica, dopo gli errori e gli orrori del comunismo, il sistema economico globale ci propina come unico modo di vivere la finta democrazia delle multinazionali, delle banche mondiali o locali, che sperperano la ricchezza mondiale pur di non condividere, più o meno equamente, la ricchezza mondiale e tutto questo avviene per salvaguardare il profitto, le loro ricchezze accumulate a suon di guerre ed invasioni, le  esportazioni di guerre portatrici di libertà per i pozzi petroliferi.
Il capitalismo globale, l’economia parassitaria delle banche e degli speculatori mondiali, nessuno escluso, mi fanno ricordare quello che anni fa mi raccontò un collega in merito al fatto che suo fratello non contribuiva al mantenimento dei loro genitori.
Il mio collega era uno che non sembrava molto normale ed è per questo che era un genio, un giorno gli chiesi ma tuo fratello non ti dà una mano?
E’ meglio di no, mi rispose, è meglio che a casa non si faccia vedere. Quello porta un zuccherino al cavallo e si porta via il cavallo. L’ultima volta che è stato a casa mia a trovare i nostri genitori si è portato via un orologio d’oro, di quelli rotondi che chiamiamo a cipolla. Un pezzo d’epoca e pertanto dal valore ancora più alto.
Il capitalismo parassita è uguale, mentre parla di sacrifici, da far fare ai lavoratori per salvare l’economia globale, aumenta a dismisura i suoi profitti, abbatte democrazia e diritti dei lavoratori e specula pure sui debiti dei quali è  causa,  facendoli pagare a noi, la massa lavoratrice e vittima della falsa democrazia.
Non è un problema di governo italiano, europeo, cinese o americano, è un problema che il capitalismo ha questo tumore in sè che si chiama profitto, che non ha occhi, testa, progetti ed azioni che non siamo puntati al solo obiettivo di arricchire, sempre di più e sempre gli stessi. Di qualsiasi colore siano.
Gli indignati di tutto il mondo manifestano chiedendo una distribuzione più equa della ricchezza e ciò avviene sotto tutti i tipi di governi, di società, dai socialisti alle destre ai comunisti cinesi o pseudo tali, intesi come comunisti. Spagna, Israele, Grecia, Inghilterra, Germania, ovunque nascono gli indignati che non chiedono un cambiamento di sistema politico in sè, destra, sinistra, centro, centrosinistra,centrodestra, chiedono solo di ripartire la ricchezza di ogni paese in modo equo, più giusto.
Senza nemmeno rendersene conto sono tutti marxisti ma guai a parlare di comunismo al giorno d’oggi, soprattutto in Cina.
Un’altra società è possibile, sia a livello locale che mondiale, ma non dobbiamo rendercene conto sarebbe deleterio per il sistema, dobbiamo essere persuasi che salvando le banche, gli investimenti parassitari, arricchendo i miliardari di tutti i colori salviamo la nostra indipendenza, libertà e democrazia.
Libertà di essere sfruttati, democrazia che ci impone sacrifici persino sulla spesa, sulla qualità della vita, indipendenza dalla conoscenza e dalla cultura che potrebbe liberarci da questo giogo che ci opprime da centinaia d’anni e che ha sconfitto, anche per sue colpe, l’unita alternativa che eravamo   riusciti a creare, il comunismo, la società diversa che dava un valore diverso al proletariato.
Anche una socialdemocrazia aggiornata ci andrebbe bene, in queste condizioni economiche, ma finchè tutti i governi, di tutti i colori, all’ordine del giorno hanno sempre, e solo, il salvataggio delle banche e la salvaguardia dei profitti degli speculatori ciò non sarà mai possibile, se la luce guida dell’economia globale è il mercato saremo sempre vittime di noi stessi, del tumore che ci hanno iniettato immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, il consumismo.
Non per niente un geniale cineasta, poeta scrittore, autore, intellettuale come Pier Paolo Pasolini ebbe a dire in una trasmissione televisiva, oltre 40 anni fa, che noi non abbiamo nessun valore come uomini, persone, ma solo ed in quanto consumatori.Un profeta, altro che Cristo.
Ecco perchè chi non consuma, non può consumare, non ha nessun valore per l’economia globale, chi non può spendere, spandere, pensionati in testa, deve morire perchè non è di nessuna utilità ai mercati, alle banche.
Difficile che un ottantenne possa attingere ad un mutuo trentennale per comprarsi una casa e muovere il mercato.
A meno che il delirio del nostro presidente del consiglio evasore, piduista, puttaniere, non mantenga la sua parola e di faccia vivere, in media, sino a 120 anni. In salute però, altrimenti ci fanno fuori per risparmiare sulla sanità e sui ticket.  

3 Risposte

  1. OT: A proposito dei somari padani..
    ___________

    Una tassa sul nulla, un bluff che promette di portare zero euro nelle casse dello Stato. E´ l´imposta di bollo sulle rimesse degli immigrati irregolari.
    Un nuovo balzello che non tiene conto del pacchetto sicurezza 2009: da due anni per inviare soldi a casa bisogna essere in regola col permesso di soggiorno.
    Un passo indietro.
    Un emendamento leghista alla manovra finanziaria, approvato in commissione Bilancio al Senato, introduce una tassa (pari al 2%) sui trasferimenti di denaro all´estero da parte di cittadini stranieri che non hanno matricola Inps e codice fiscale. L´imposta non si applica dunque agli immigrati regolari (che sono sempre iscritti all´Inps e in possesso del codice fiscale).
    A chi tocca allora?
    Il Carroccio pare si sia dimenticato del pacchetto sicurezza varato dal suo stesso ministro dell´Interno nel 2009.
    L´articolo 2, comma 20 della legge 2009/94 prevede infatti che le agenzie di money transfer debbano sempre chiedere all´immigrato il permesso di soggiorno.
    Se il cliente ne è privo, il denaro viene inviato, ma le agenzie «effettuano entro dodici ore apposita segnalazione all´autorità locale di pubblica sicurezza, trasmettendo i dati identificativi del soggetto».
    La conseguenza? L´irregolare che vuole spedire i risparmi a casa, finisce per autodenunciarsi.
    Da qui la scelta di canali alternativi: carte di credito prepagate spedite a casa, amici o corrieri che tornano in patria
    Insomma, la nuova imposta promette di colpire le rimesse che passano attraverso i canali ufficiali, ma arriva tardi: tassa le transizioni degli immigrati irregolari che dal 2009, effetto del decreto Maroni, sono invisibili alla legge e che continueranno ad essere utilizzati come prima.
    Il flusso delle rimesse che non passa più attraverso i canali formali continuerà a rimanere difficilmente individuabile e impossibile da raggiungere per il fisco.

    Vladimiro Polchi
    (da “La Repubblica“)

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