I giovani di oggi hanno dei problemi, alcuni ne hanno tre in più, presunzione, arroganza, ignoranza.


Pubblico quello che scrivo in diversi siti, aggregatori, forum, ovviamente oltre che nel blog.
Ultimamente mi hanno lasciato dei commenti, sul tema dei diritti ed in particolare delle pensioni, che mi hanno infastidito, somiglianti e con un’impronta che è un connubio tra Sacconi ed il grillismo acuto.
Ne riporto qui uno ad esempio, dei più contenuti se vogliamo, altri, che non sono riuscito a recuperare, erano ancora più deliranti.

voi.. la vostra generazione, che bene o male si é mangiata tutto e non ci ha lasciato neanche le briciole.. Voi tutto, lavoro fisso, pensione, istruzione e sanità.. noi sempre meno e finiremo ad avere niente…. vedrai, quando saremo maggioranza incazzata del paese, la nostra generazione si riprenderà presente e futuro

C’era un errore ma l’ho corretto io, grammatica.
Ora, che ci sia una generazione cresciuta a televisione, omogeneizzati, brioches e che è stata accompagnata a scuola dalla mamma sino ai 18 anni, giusto per far vedere alle altre mamme l’ultimo modello di Suv, è risaputo, che la televisiun la te indormenta come un coiun anche, che il fisico si pompi oltre misura con gli omogeneizzati e le merendine pure, il tutto a scapito del cervello, della sua crescita, della sua formazione.
Noi quello che abbiamo ce lo siamo conquistati sul campo, pagato con i contributi versati per decenni e sin dal primo giorno di lavoro, a 14 o 15 anni, nessuno ci ha regalato niente.
Nessun Berlusconi ha mai versato milioni di lire per aiutare le nostre famiglie, di solito molto più numerose di quella di Tarantino o della famiglia Letizia.
Non solo, abbiamo anche pensato a chi, per cause di forza maggiore, non ha mai versato un contributo, ad esempio i contadini o quelle categorie indipendenti che hanno sempre versato il meno possibile, garantendo loro un minimo di pensione che garantisca almeno l’acquisto del pane e del latte.
Il tutto basato sul versamento dei nostri contributi, se poi qualche politico furbastro e clientelare ha inserito qualche categoria di parassiti che intendeva tutelare e con  quale garantirsi i voti, ciò non è assolutamente imputabile ai lavoratori o al sindacato.
Noi non ci siamo mangiati niente, ci siamo semplicemente conquistati tutto sul campo, nelle officine, in fabbrica, nei negozi ed in piazza e, quello che mangiamo adesso è frutto di quello che abbiamo investito con i nostri sacrifici.
Non investito i banca, non abbiamo cercato di fare i parassiti speculando sulle disgrazie degli altri, abbiamo investito nei nostri contributi Inps o similari.
Prima di andare a ballare, a farci una birra, di comprarci la macchina nuova con la pensione del nonno o lo stipendio del padre, siamo andati in piazza: prima a conquistare e poi a difendere i nostri diritti acquisiti.
Abbiamo fatto sciopero da apprendisti e poi da operai, tecnici e quant’altro e molti di noi, compreso il sottoscritto, hanno fatto sciopero e sacrifici con moglie e figli a carico.
Quindi non accetto critiche, rotture di coglioni, osservazioni da chi è nato e cresciuto nella bambagia per colpa dei loro genitori che hanno commesso l’errore più grande della loro vita, anche a sinistra,  quando hanno cominciato a pensare che i loro figli non avrebbero dovuto passare quello che abbiamo passato noi.
E non si riferivano alla guerra, riflessione doverosa, ma ai sacrifici imposti per trovare un  lavoro e per cercare di migliorare la qualità della vita.
Ho visto genitori di classi tutt’altro che agiate, muoversi in punta di piedi il sabato o la domenica mattina per non svegliare il pargolo, nullafacente, che è rientrato alle cinque di mattina ed aveva bisogno di dormire.
Ho visto nonni bruciare la loro pensione per agevolare i vizi di questi parassiti che adesso pretendono di dare lezioni, o di accusare, chi ha passato la vita lottando per i propri diritti e la propria dignità partendo dal primo presupposto che era fare il proprio dovere, poi conquistarsi i diritti. Dopo aver fatto il proprio dovere.
Ovviamente questo vale per la maggioranza dei lavoratori, non saranno certo alcuni parassiti ad inquinare la nostra storia e le nostre fatiche.
Oggi attaccano, nuovamente, l’art.18, quando l’hanno fatto qualche anno fa a ribellarsi sono stati quelli che lo hanno conquistato e che hanno già i capelli bianchi, quelli che sono coinvolti in prima persona dalla strage lavorativa che seguirebbe all’abbattimento dell’art. 18 non c’erano, erano in discoteca. Non si può lavorare e basta, ci si deve anche divertire, come se a noi feste e ragazze non ci avessero mai interessato.
Quante volte abbiamo urlato: guardate che vi stanno distruggendo tutto quello che abbiamo conquistato, ribellatevi, scendete in piazza, occupate le fabbriche.
E loro, non tutti ma la maggioranza, andava al mare, come se il problema del futuro non l’avesse chi lo ha davanti ma chi, purtroppo, il futuro lo ha alle spalle.
E’ da trent’anni che attendo che i giovani diventino maggioranza incazzata e si riprendano tutto quello che, a noi, è costato lacrime e sangue, sacrifici e lotte, e finalmente vedo qualche segnale positivo.
Dò a tutti loro un bel benvenuto, ma se pensate di migliorare la situazione con le idee di Sacconi o Grillo vi dico subito che non avete capito un cazzo, siete vittime della vostra presunzione, arroganza ed ignoranza.
Chi non conosce la propria storia, la storia dei propri antenati, quelli che hanno conquistato prima la libertà dal fascismo e dopo i propri diritti e da spazio alla guerra tra poveri non ha futuro, è già finito.
Molti di questi presuntuosi ed arroganti ignoranti non sanno nemmeno che lo Statuto dei Lavoratori è del 1971, molte delle signorine in minigonna che passano la vita da una discoteca all’altra insieme ai loro amici più rincoglioniti di loro, entrambi assuefatti dalla propaganda della televisione a servizio del regime che li ha messi contro i loro padri e nonni, noi, non sanno che le loro nonne o bisnonne, prima che lo statuto dei lavoratori le garantisse la maternità, quando avevano un lavoro ed rimanevano incinte si fasciavano la pancia perchè appena il padrone si accorgeva che aspettavano un figlio le licenziava, perdevano il lavoro.
Le vostre nonne, le vostre mamme, prima di insegnarvi come mettere lo smalto alle unghie o come si mette l’ombretto avrebbero dovuto insegnarvi la loro storia, l’esperienza che hanno passato in prima persona o che hanno passato le loro madri.
Le conquiste le dovete difendere voi, senza scuse e senza timori, andando incontro ai sacrifici come hanno fatto quelli prima di voi.
Io, non ho altro da dire se non una precisazione: è ovvio, è scontato, è doveroso chiarire che questo post non vale per tutti i giovani, la maggioranza dei quali ha tutto il mio rispetto e la mia stima.
Vale per quei quattro pirla che credono di avere la verità in tasca.  Per quanto pochi siano sono comunque troppi.
I discorsi che i “privilegi”dei pensionati sono contro il futuro dei nostri giovani lasciateli fare al regime, ai Sacconi, ai Berlusconi, ai sindacati che fiancheggiano il regime ed ai Casini.
A voi vogliono tagliare le pensioni mentre Confindustria fa sempre più milioni.

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20 Risposte

  1. purtroppo il governo di oggi usa il dividi ed impera a tutto campo….. le pensioni noi ce le siamo pagate e i fondi versati avrebbero dovuto essere iscritti nei bilanci pubblici come fondi vincolati, erano parte dei nostri stipendi, tutelati da opportuni investimenti, sono invece stati depredati per finalità diverse a sostegno magari di industriali che hanno preteso interventi pubblici per coprire casse integrazioni ed altro……privatizando poi i guadagni che sono stati occultati magari in paradisi fiscali ed altri fattacci del genere…anche per coprire pensioni a persone che hanno lavorato per evasori del fisco e della previdenza. oggi per mantenere gli impegni presi si devono usare fondi della fiscalità generale, insomma il contrario di quello che avrebbe dovuto accadere…….. se i giovani non capiscono dove sono i soldi depredati agli italiani dalle varie cricche e mafie……e non si incavolano veramente nel verso giusto la vedo dura per il loro futuro………

    • sono Svizzera tedesca, sposata da 41 anni con un Spoletino emigrato a 15 anni e rientrato a 56 anni in Italia (investendo i soldi guardagnati all’estero in Italia) lasciando una figlia in Svizzera, capendo con grande delusione che l’italia lo ha derubato di una parte dei sui contributi Svizzeri, dei quali non si triovano tracce, ci ha dovuto ripensare a ripartire in Svizzera, dove lo hanno trattato da persona stimata e non sfruttata. Mi piange il cuore a vedere che in Italia si è perso il rispetto per il prossimo, la stima per chi si comporta secondo le regole. L’Italia potrebbe essere il paese pi’u bello del mondo se non fosse guidata dagli Italiani che sono al potere che pensono solo a loro.

  2. Da giovane non posso che condividere tutto quello che scrive, purtroppo

    • Gabriele non tutti i giovani, e l’ho specificato. Fortunatamente non siete tutti così come noi non eravamo tutti uguali. Combattenti contro le ingiustizie.

  3. La colpa non è dei figli e della famiglia, ma nostra. Tu stesso lo affermi che li abbiamo allevati nella bambagia e che non abbiamo fatto nulla per impedire che quattro coglioni varassero delle leggi per cui l’educazione dei figli diventa impossibile. Tra 118 e gente che sbraiata, e che lascia fare perchè non può più dare un sano ceffone ai propri figli per “drizzarli” quando esagerano e pretendono, ci siamo ridotti al punto che figli e nipoti si possono permettersi di mandarti affanculo quando vogliono e darti loro qualche ceffone certi che tu non puoi toccarli.
    In queste condizioni ascoltare certe cazzate (tipo vi siete mangiati tutto voi) quando nei fatti noi abbiamo costruito I DIRITTI PER TUTTI e questi rammolliti non li hanno saputi difendere e tenere e li stanno perdendo tutti per paura di perdere il telefonino, sky, ed altre cazzate simili.
    E noi non avevamo nulla ed abbiamo costruito una società più giusta e più uguale.
    Questi si lamentano, ma sono solo al’inizio del lamento. Perchè appena scomparirà la mia generazione, quella dei diritti e di una pensione decente, si attaccheranno al manico dell’ombrello e capiranno che padri avevano avuti.
    Quandi la mucca sarà morta e non darà più latte allora si tireranno su le brache e cercheranno di fare quello che abbiamo fatto noi nel ’68. Ma i tempi sono profondamente cambiati perchè dovranno ricostruire quello che noi avevamo costruito e che loro non hanno saputo tenere per l’elenco dei difetti che tu hai fatto e che condivido!Ma è chiaro che dovranno rinunciare a qualcosa e soprattutto alle brioches!
    Spero almeno che presunzione ed ignoranza, quando i tempi saranno “acidi” almeno quelle spariranno dalla loro vita.

    • E’ vero che le colpe sono anche nostre, ma assolutamente non di tutti.
      Ho specificato che il post è dedicato ai giovani ma non a tutti, ad una parte che è sempre esistita, quella che si chiama fuori e poi sbraita per le colpe degli altri.
      Chi non è partigiano, di qui o di là, è colpevole due volte. Chi è partigiano fa una scelta, senza nessuna certezza che sia quella giusta, ma almeno si è dato una mossa.

  4. magnifico.

  5. Natalino, il tuo commento bello e forte.
    Ma hanno ragione loro, non quelli dello smalto, tutti gli altri.

  6. la lotta generazionale è una grande scusa per dividere le critiche e renderle meno forti. Questo a quanto pare il significato del bipolarismo.

    Divide et Impera
    http://it.wikipedia.org/wiki/Divide_et_impera

    E’ la tecnica base per manipolare le masse, utilizzata perfettamente dal governo berlusconi, che è un governo attentissimo a mantenere la propria leadership (e solo a questo), comandato non da un idiota , ma da una persona in grado di vendere ghiaccio agli eschimesi, totalmente dedicato ai suoi interessi personali e a quelli delle sue cricche.

    Si fa malissimo a sminuire berlusconi a tutto campo, bisogna criticarlo e definirlo all’interno delle sue tecniche di comunicazione e politica perfettamente connesse ai suoi poteri in grado di dargli continua autorevolezza anche quando va a letto con una 17enne.

    Lui è bravissimo, siamo noi che siamo un branco di coglioni ignoranti. O per lo meno lo sono buona parte degli italiani.

  7. Sono concorde, tuttavia sono queste tre qualita’ che fanno dei giovani coloro che cercano nuove conquiste.

  8. Ho 68 anni e pur essendo d’accordo con l’estensore dell’articolo bisogna ricordare che le generazioni precedenti non hanno subito l’attacco mediatico della televisione come la dog generation ha dovuto subire.
    Oggi da parte di singoli o da parte di collettivita’ (in Emilia per esempio)
    si tutela il bambino limitando o inibendo la visione televisiva.
    Penso che queste iniziative possano produrre in futuro concreti benefici per il pensiero dei nostri giovani.

    • Grazie, Renzo, nel post l’ho scritto che sono cresciuti a merendine e televisione, siamo noi genitori che abbiamo mollato un po’ il colpo.
      Non tutti ma troppe famiglie hanno troppi problemi per poter seguire i figli, di tutti i tipi sono i problemi.

  9. Approvo,condivido e sottoscrivo in toto anche le virgole!

  10. Applauso 🙂

  11. Indubbiamente il post riguarda solo alcune tipologie di giovani. Non per difendere (ho 39 anni e non so se posso ancora considerarmi giovane) pero dalla mia esperienza direi che i lavoratori (soprattutto quelli precari) non li difende quasi nessuno (a parte chiacchiere sindacali). Le leggi sul precariato sono state create in modo bipartisan (centrosinistra cococò e centrodestra cocopro). Dicevano che flessibile era bello…basta con la rigidità del mercato del lavoro. E con la crisi nel 2010 400 mila precari (quasi tutti giovani ma anche 30-40 anni) sono stati mandati a casa…

    • Giulio, hai l’età di mio figlio. Per lavorare è costretto a partita iva, un precario ricattabile in ogni momento. Per questo auspico che vi ribelliate tutti, dai 15 anni a quelli della mia età. Stiamo abituandoci alla sopportazione dei soprusi del capitalismo avanzato e parassita.
      E’ ora di finirla, gli indignados di tutto il mondo l’hanno capito.

  12. Proporrei la lettura del blog malafemmina (lei e’ una lavoratrice precaria). http://malafemmina.wordpress.com/2011/09/06/scioperi-bugiardi-e-noi-precari-non-ci-siamo/

    • La conosco e questo è il commento che le ho lasciato nel blog.
      6 settembre 2011 at 15:03

      Il sindacato avrà anche le sue colpe, due ne hanno in particolare di più, ma ci ha dato lo Statuto dei lavoratori che è del 1971. Prima le donne incinta, per non essere licenziate, si fasciavano la pancia per nascondere la maternità e non perdere il posto di lavoro.
      Il sindacato ha la forza che gli danno i lavoratori, il declino del sindacato è iniziato negli anni 80 con il disinteresse dei lavoratori che credevano di essere garantiti e protetti a vita.
      Quando la Cgil e gli altri per avere un successo nello sciopero hanno dovuto organizzarli al venerdì o al lunedì è iniziato il declino.
      Sai perchè li organizzavano in quei giorni? Perchè la maggior parte dei lavoratori scioperava ma non scendeva in piazza, faceva il ponte al mare o in montagna.
      sabato e domenica festivi, venerdì di sciopero, ponte organizzato alla grande.
      Le ho vissute in prima persona queste cose, come ho vissuto l’evoluzione della classe operaia verso una pseudo borghesia fatta di televisore e di gite.
      Diceva Marx che quando la borghesia si rende conto che i proletari fanno la rivolta scende in campo, si mette alla testa delle contestazioni, ovviamente infiltrandosi, e quindi riportare con la moderazione il tutto nell’alveo del grande fiume del capitalismo.
      E’ facile infiltrarsi tra i rivoluzionari, basta spararle più grosse, una volta conquistata la fiducia dei lavoratori si diventa conservatori, come la Cisl e la Uil, che da sempre hanno fiancheggiato il potere.
      Discorso lungo, articolato, ma qualcosa ho voluto dirti ugualmente.
      Ho un figlio di 39 anni e per lavorare è costretto alla partita iva, licenziabile e ricattabile in qualsiasi momento, detto questo non voglio che rinunci alla lotta, nessuno di voi deve rinunciare perchè il futuro è nelle vostre mani. Le nostre conquiste le abbiamo fatte con i sacrifici e le lotte, ho fatto sciopero con moglie e figlio a carico e non hai idea di quante volte ho dovuto farmi prestare i soldi quando mi scadeva l’affitto.
      Ciao e buona fortuna, un solo consiglio: individua attentamente che è il vero nemico, altrimenti è un suicidio non una lotta.

  13. Hey, I finally decided to write a comment on your blog. I just wanted to say good job. I really enjoy reading your posts.

  14. Ho deciso di scrivere della > I giovani di oggi hanno dei problemi, alcuni ne hanno tre in più, presunzione, arroganza, ignoranza. | Slasch16's Blog Di tutto di più < finalmente ho trovato dopo tanto tempo la soluzione per %keyword%

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