Calderoli ci fa o ci è, il dilemma lo lascio ai padani. Faccio qualche osservazione, sia mai che leggano.


index CalderoliChe i padani si facciano prendere per il culo, da 25 anni, dai leghisti non mi interessa molto ma, dato che fanno parte del governo ed alcuni sono ministri, se provano a pigliare per il culo me, non mi sta bene.
Si sa che per la mangiatoia sono disposti a giurare sulla Costituzione italiana, già questo mi irrita, passano tutte le leggi truffa del bandito che deve salvarsi dalla giustizia e questi mi fa incazzare ancora di più.
D'accordo che il limite della decenza è individuale, il limite all'intelligenza pure, ma qualche considerazione la dovrebbero fare anche i padani.
Ultimamente ci sono state delle polemiche sulla festa dell'unità d' Italia, naturalmente la lega ne ha approfittato per una delle solite sceneggiate  che piacciono tanto alla base, contro il tricolore, la festa per il 150° anniversario.
La scusa più intelligente che si sono inventati per boicottare la festa del 17 marzo è stata questa: con la crisi che c'è non è il caso di perdere una giornata di lavoro.
Subito si è allineata la Confindustria, la Marcegaglia ha bacchettato immediatamente i disoccupati ed i precari, perdere una giornata di produzione fa male al pil.
Già trovo strano che una manica di fannulloni come Bossi e compagnia tengano così tanto al lavoro, l' Umberto non ha mai fatto un cazzo in vita sua e sentirlo parlare di produzione fa venire i brividi.
Persino il trota ha fatto qualcosa più del padre, il presidente della nazionale di calcio della padania, ed ha pure vinto qualche torneo da bar.
Più comprensibile la posizione dei parassiti di Confindustria. E' nel loro Dna.
So che qualche ex compagno è stato folgorato dalla salsiccia padana, le grigliate ricordano da vicino le feste dell'Unità di una volta, altri sono stati folgorati dalla polenta e osei e sono diventati leghisti, magari restando nella Cgil.
Ricordo che nelle sezioni del Pci si facevano dei seminari di economia, politica, giustizia, diritti e doveri, si leggeva, insomma si cercava di fare un po' di cultura.
Forse nelle sezioni della lega si insegna a pulirsi il culo con il tricolore, si immagina una padania che non esiste, ci si fanno delle canne con il razzismo e la xenofobia.
Insomma la lega è diventata una fabbrica di cretini lobotomizzati ma c'è una cosa che dovrebbero capire anche loro, pur nelle condizioni mentali in cui si trovano a forza di frequentare Calderoli, Salvini, Gentilini, Borghezio, Cota, Bricolo e compagnia e la propongo sotto forma di una domanda sperando che sia di stimolo per la loro intelligenza.
La domanda è rivolta ai padani leghisti della Lombardia, la mia regione.
Come mai la festa per il 150° dell'unità d'Italia del 17 marzo è insopportabile, economicamente, e la festa della Lombardia del 29 maggio, giorno della battaglia di Legnano,  si?
Loro non lo sanno ma la battaglia di Legnano contro il Barbarossa fu una battaglia di liberazione del nord Italia contro il Sacro Romano Impero germanico, al punto che è citata persino nell'inno nazionale.
Dal che se ne deduce, per le persone normali, che la demagogia di Bossi si fonda su un falso storico.
Chiedetelo alla trota, lui ha studiato.
Per la cronaca la lega ha votato contro la festa del 17 marzo e la festa della Lombardia era già agli atti, la lega ha solo imposto la data del 29 maggio per specularci sopra.
Per i babbioni che la votano.

Una Risposta

  1. Natalino è' veramente deprimente dover vivere in mezzo a questi imbecilli.
    Grazie per la tua ironia graffiante con la quale riesci almeno a strappare qualche sorriso.

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