Ad Annozero va in onda la fede. La fede è una cosa seria, ti fa credere nell'impossibile. E' cieca.


indexBeatrice Lorenzin ha dei principi sani, condivisibili, si potrebbe dire che non è berlusconiana è un'orfana della democrazia cristiana, una cattolica che fa della fede la sua ragione di vita, religiosa e politica.
Dio è una cosa immensa e quando i dubbi arrivano al culmine entra in ballo la fede.
Direi che la fede viene prima di Dio, è il presupposto per credere a tutto quello che non ti puoi spiegare, che non esiste, che vive solo nella mente di chi ha fede, subito dopo puoi credere in Dio.
Magari contro ogni logica e questo è il potere della fede, in modo particolare per chi è in buona fede.
La Lorenzin Beatrice è una di queste, è baciata armoniosamente dalla fede, cieca, assoluta, quella che non traballa come l'impianto dei denti, che non vacilla ed ogni tanto la fai stringere un pochino.
Lei non contesta nemmeno i fatti, le ricostruzioni, si limita, blandamente, a sollevare qualche dubbio, lascia parlare Storace, più avvezzo alla recita opportunistica, di parte.
Il pezzo più bello è quando ha parlato delle donne, di sua mamma e della sua educazione, sembrava una di quelle meravigliose ragazze, donne, che sono andate in piazza domenica.
Valori, come ho già detto, condivisibili, serietà, sobrietà, merito, rispetto, lo ripeto Beatrice, Ambra e Debora sembravano tre sorelle, cresciute nella stessa famiglia.
E' la marcia in più che hanno le donne, se decidono di crederci e di unirsi diventano una cosa sola.
Ed allora perchè è berlusconiana?
Per due ragioni, la prima è che lei è anticomunista, di quell'anticomunismo viscerale di cui soffriva la democrazia cristiana cattolica italiana.
Anche se dicevano le stesse cose erano contro ed anche se avevano ragione, gli avversari, ti davano torto e del comunista. Questo bastava per chiudere a qualsiasi dialogo, questo ha cercato di demolire Enrico Berlinguer quanto ha proposto il compromesso storico.
L'idea era talmente giusta e geniale, il compromesso della base cattolica e comunista nel senso di apertura al dialogo, al confronto. Non è stato capito, nè a destra nè a sinistra.
Anche dal sottoscritto che lo vedeva come cedimento, debolezza. Erano i tempi in cui Enrico Berlinguer pose la questione morale, mai risolta e più attuale che mai.
La seconda è nella marcia in più di chi ha il dono della fede, nella capacità, attraverso la fede, di credere a qualunque panzana venga proposta in nome della fede.
La fede è cieca, assoluta, ti fa credere all'improponibile ed anche davanti alla realtà, ai fatti, alle prove, alle confessioni, alle impronte, al Dna, ti fa dire come Beatrice: io non ci credo, non ci posso credere a queste cose. Inutile cercare di farla ragionare, in quel momento, la serranda del cervello è chiusa, blindata dalla fede, non si rende nemmeno conto che in quel momento straccia, calpesta, tutti i suoi valori e quello che le hanno insegnato, la stessa educazione, positiva, che le ha dato sua madre.
E' la forza, inarrestabile della fede, che fa superare qualsiasi orrore, qualsiasi verità, senza logica, senza argomenti e la sintesi è in quelle parole: io non ci credo. Mancava solo che dicesse, nemmeno se lo vedo con i miei occhi.
Mi ha fatto venire in mente mia madre. Quando mio fratello si è separato, distrutta dal dolore, le ha detto: da tutti me lo sarei aspettato, da tuo fratello, ma da te mai.
Tanto è stato il suo dolore che per anni ho avuto l'impressione che vivesse la mia situazione, di coppia, con disagio, quasi mi rimproverasse di averle rovinato il sogno, tolto la certezza, come se quello che era successo a mio fratello avrebbe dovuto succedere a me.
Non le avrei dato tanto dolore.
La Beatrice è uguale, mi auguro che tutto quello che si dice sul vecchio porco, comprese le prove, le impronte, i versamenti ed i bonifici, sia falso, inventato, un brutto sogno.
Non vorrei che un attacco così forte alla sua fede assoluta, il confronto con la realtà dei fatti, le procuri un dolore enorme come quello di mia madre.
Meglio vivere nella fede, cieca, assoluta. Ti assolveranno sempre e comunque, nessuno potrà mai dire che sei in malafede.
Tutt'altro, nessuno ha creduto, ci crede, come te.
Storace no, nessuna fede cieca ed assoluta, lui la fede la riserva al credere, obbedire, combattere.
Il resto è opportunismo. 

3 Risposte

  1. Ieri in un commento FB riportavano queste frasi di Storace:
    «Berlusconi è un fuorilegge. L'unica risposta è in sede penale e
    soprattutto civile»
    Francesco Storace (11/4/2008)
    "Non ci venderemo mai ad un consumatore di scatole di viagra". (Francesco Storace su Berlusconi nel 2008)
    ovviamente da verificare, però…

  2. Non c'è bisogno di verificare, è vero.

  3. ho visto annozero e la Lorenzini non mi è spiaciuta, se rapportata alla corte dei miracoli che il pdl manda di solito, come non mi sono dispiaciute nè la Serracchiani nè Ambra.

    certo, non vogliono credere a tutto quello che si dice. no, mi correggo, non possono credere. e sai perchè? perchè chi gli garantisce il cadreghino nella prossima legislatira? non vedi che fine sta facendo Fini, scusa il bisticcio di parole?

    la destra in Italia è questa, una cosa che si tramanda di padre in figlio, anche se dall'altra parte non c'è quel galantuomo di Berlinguer ma un buffone come D'Alema, per fare così un nome

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