Dopo la Trota abbiamo le alborelle, in abbondanza. Il buon governo della lega. Come i peggiori democristiani.


Brescia: Nella graduatoria ben 7 candidate, sulle prime 10, riconducibili a fede o frequentazione leghista.

Chi sono? Ecco i nomi, in ordine di classifica, e le relazioni “leghiste” attribuibili a ciascuna di loro.

  1. VITALI Cristina, simpatizzante leghista dell’area dell’assessore provinciale Aristide Peli, beneficiaria di un contratto ad personam presso l’assessorato provinciale alle attività produttive, retto dal collega di partito Giorgio Bontempi. Dopo un brillante voto agli scritti (28,67) all’orale rimedia un dignitoso 25 che la pone prima in graduatoria.
  2. PONZONI Anna, altra simpatizzante leghista dell’area dell’assessore provinciale Aristide Peli, anch’essa beneficiaria di un contratto ad personam sempre presso l’assessorato provinciale alle attività produttive dell’assessore leghista Giorgio Bontempi. A un buon 27 allo scritto non ha corrisposto analoga valutazione dopo l’orale: un 25 che le assicura, comunque, il terzo posto in graduatoria.
  3. ARCARI Cristina, accreditata di simpatie e frequentazioni leghiste, che le hanno permesso di lavorare, in passato, per l’azienda provinciale della formazione professionale e, attualmente, per il broker assicurativo che cura le polizze dell’Amministrazione provinciale. Quanto ai suoi voti, allo scritto porta a casa il massimo, un bel 30; quando si sottopone alla prova orale, però, la sua preparazione viene valutata ai minimi, e le viene assegnato un 21; con la media dei due voti si piazza al quarto posto.
  4. RAINERI Silvia, è una donna della cui fede leghista non si può dubitare: moglie di Fabio Rolfi, vicesindaco nonchè assessore leghista di polizia (e altro) del Comune di Brescia, è capogruppo della Lega nel Consiglio Comunale di Concesio, ma anche capogruppo leghista alla circoscrizione Nord del Comune di Brescia e coordinatrice della commissione sicurezza civica e bilancio. I suoi voti sono identici a quelli della Sig.ra Arcari, con la quale condivide il piazzamento: pirotecnico 30 agli scritti e fumoso 21 agli orali.
  5. PELI Katia, un’altra concorrente la cui appartenenza è, come dire, nel sangue: nipote dell’assessore leghista provinciale Aristide Peli, è stata assunta fin dal 2004 dall’Amministrazione provinciale come portaborse dello zio. Ora concorre per il posto fisso. Ancora una volta, lo scritto (27) è assai più brillante dell’orale (24); il tutto le vale il sesto posto in graduatoria.
  6. GRUMI Sara; dal capo assoluto in giù, si può ben dire che nella Lega Nord il sangue non è acqua (che pure è l’elemento in cui nuota la trota): infatti, la giovane signora Grumi è figlia di Guido Grumi, da Gavardo, candidato della Lega Nord alle recenti elezioni regionali e, certo casualmente, è attualmente assegnataria di un incarico a termine di collaborazione con l’Amministrazione provinciale. Evidentemente, l’aspirazione al posto fisso nella pubblica amministrazione non è appannaggio esclusivo dei terroni. Allo scritto, un bel 28; all’orale un men che mediocre 22. La media, comunque, assicura un utile ottavo posto.
  7. FEBBRARI Margherita, un nome già salito agli onori delle cronache quando, con provvedimento che non è andato esente da critiche, il Comune di Brescia le ha conferito un incarico di consulenza in materia di sicurezza urbana, a fronte della sua brillante esperienza sia come giornalista della Padania che come portaborse dell’On.le  Caparini, della Lega Nord. Anche questa candidata riesce molto meglio allo scritto che all’orale: infatti, al brillante 28 della prima prova segue un misero 21 della seconda, e la media dei due risultati la relega al decimo posto, appena fuori dal novero delle destinate all’assunzione.

Quali considerazioni fare, dopo aver letto tutti questi dati? Per esempio che la gran parte degli altri candidati ha preso un voto più alto all’orale che allo scritto: un maligno potrebbe pensare che passare un compito è più facile che suggerire all’orale, che è pubblico e collegiale. O, ancora, che dei primi otto candidati classificati, quelli destinati a ricoprire gli otto posti messi a concorso, ben sei hanno a che fare con la Lega Nord, e una settima candidata è piazzata decima in graduatoria, pronta al rincalzo.

Ma pensare che tutto ciò non sia frutto del caso sarebbe, appunto, una malignità e, com’è noto, a pensar male si fa peccato…

umberto fa scuola

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