I pedofili, i preti ed il bambino che denuncia. 90 volte su 100 gli fanno credere di essere in colpa. Vi racconto la mia storia


prete-21-300x213Da piccolo ero un discolo, un ribelle. Ultimo di tre figli ero un po’ ingestibile, diciamo che davo piu’ problemi io che i miei fratelli messi insieme.
Un giorno, intorno ai 9 anni, trovai un portamonete con piu’ di 80.000 lire, eravamo nel 1957 o 1958. Non c’erano documenti all’interno, solo soldi ed in quel periodo c’erano le giostre al mio paese.
Naturalmente li spesi tutti alle giostre con i miei amici e tanti frappe’, oltre che sigarette fumate di nascosto.
La cosa fece cosi’ scalpore nel paesino della bassa veronese che il parroco ne fece addirittura una predica domenicale sul portamonete smarrito, il ragazzino che lo trova e la banda, come ci chiamarono, che fece la festa alle giostre.
Fu l’unica volta in vita mia che le presi da mio padre, mi fecero sentire un ladro.
Quell’anno mi mandarono all’orfanotrofio del paese, non potendomi iscrivere in un collegio perche’ troppo piccolo.
Non sto’ qui a raccontare quante volte scappai, a quanti funerali fui costretto a partecipare insieme agli orfanelli con il mantello nero.
Finita la quinta, all’orfanotrofio pur avendo i genitori, mi mandarono al collegio Manfredini di Este, in provincia di Padova. Esiste ancora adesso ed e’ diventata una scuola commerciale.
Allora c’erano le medie, il ginnasio ed il liceo.
I mie genitori avvisarono i salesiani dei miei problemi caratteriali, avevo gia’ praticamente un mia fedina penale costruita in famiglia.
Che fossi un po’ peperino e’ fuori discussione, ma nelle prime settimane  di collegio riuscirono a cambiarmi camera da letto tre volte.
La prima volta ero nella camera grande, il primo letto a destra appena entrati, di fronte avevo il prete di guardia con il suo separe’.
Verso le 21,30 una sera presi la mia prima punizione perche’ non volevo togliere le mani da sotto le coperte. Avevo freddo.
Per chi non lo sapesse si doveva dormire con le braccia fuori dalle coperte per non toccarsi, questo l’ho capito poco dopo. IL fatto che io mi rifiutassi di farlo mi costo’ la prima punizione.
In ginocchio sui gradini della scala esterna e faceva un freddo cane.
Mi cambiarono il posto, mi misero al primo letto vicino al separe’ del pretino guardiano.
Una sera feci rumore, stavo mangiando delle paste che mi avevano portato i miei, e presi un’altra punizione, mi misero in una camera con solo sei letti.
Mi stavo facendo una certa reputazione di casinista, di ribelle e questo, allora non lo sapevo ancora, mi ha salvato la vita. Non mi ha rovinato il futuro.
Dovete sapere che i preti pedofili non puntano mai i peperini, anche se a loro piacerebbe, puntano gli isolati, quelli piu’ timidi, gli introversi, tutti quelli che loro possono gestirsi tranquillamente.
Bene adesso vi racconto il fatto.
Un mio compagno era stato operato da poco di appendicite e dormiva nel letto di fianco il mio.
Una sera arrivo’ un prete, di cui non ricordo il nome, uno che aveva fatto il missionario in Giappone,  lo ricordo come fosse ieri, perche’ con la storia del Giappone ha rotto i coglioni a tutti.
Si avvicina al letto del mio compagno, non so che ore fossero ma era buio, per noi era notte piena.
Gli infilo’ una mano sotto le coperte e gli disse, con voce fioca: ti fa male qui?
No, padre rispose il mio compagno.
Ti fa male qui?
No padre, non mi fa male li’. Rispose l’infante.
Forse credeva che dormissi, forse pensava che non avessi il coraggio di parlare, ma non e’ nelle mie corde, non ho mai avuto paura di parlare in vita mia.
Padre! Dissi, non gli fa male dove lo tocca lei, gli fa male l’appendicite.
Sembrava l’avesse morso una vipera. Tu stai zitto! Domani ti faro’ chiamare dal prefetto e dal direttore.
Il mio amichetto era tutto contento, l’avevo liberato.
Non scherzavano per niente, mi chiamo’ il prefetto e mi chiese cosa era successo. Ripetei per filo e per segno cosa era successo e mi spedi’ dal direttore.
Avvisarono anche la mia famiglia, dovettero venire in collegio, ripetei per filo e per segno cosa era successo ma, il bigottismo dei mie e la spudoratezza dei preti sminuirono tutta la cosa, sembrava che avessi visto un film, mi fossi fatto una canna. Anche se allora non sapevo nemmeno che cosa fosse.
Da quel giorno mi staccai dalla chiesa, dalla fede e non volli piu’ sapere niente ne’ di messe, ne’ di chiese.
Ma l’anno scolastico non era finito, la messa c’era tutte le mattine prima di colazione.
Dal salone dove si studiava tutti insieme si scendevano le scale, si prendeva un corridoio ed alla fine di questo si girava a sinistra per entrare in chiesa.
Per mesi io giravo a destra, verso il cortile, con la scusa che dovevo andare in bagno.
Naturalmente avevo il mio pretino personale che mi controllava, mi aspettava fuori dal bagno, ero obbligato ad andare a messa ma se non altro andavo in ritardo, decidevo io quando.
Quell’anno, a Pasqua, tutti andarono a casa per le vacanze, escluso uno: il sottoscritto.
Fu motivo di orgoglio per me, ero un mito, per i mie compagni e tutti mi portavano le sigarette.
Perche’ non mi hanno espulso?
Per due ragioni, la prima e’ che la mia famiglia pagava molto bene e la seconda che meno clamore c’era e meglio era.
Il prete missionario lo trasferirono.
Questo era il pedofilo, ma non si facevano mancare niente. Sulle suore non posso dire niente, erano separate da noi, posso dire che c’era un pretino, che io soprannominai: boccuccia di rosa.
Un pretino che correva con le chiappe strette in cortile, come il prete di amici miei quando dovevano demolire la chiesa, che gridava con voce stridula: parrocchiani accorrete!!!
Anche lui aveva la vocina, da voce bianca, ed era molto considerato dai confratelli.
Niente di trascendentale, niente di drammatico, fortunatamente ma, l’abitudine a fare sentire in colpa le vittime non l’hanno ancora persa.
Per questo, quasi tutti, non parlavano. Si sentivano sporchi e colpevoli, ed erano innocenti.
Vittime innocenti.
Avete visto come i cardinali fanno le vittime? Come si preoccupano della sofferenza del Papa?
E della sofferenza delle vittime chi si deve preoccupare, la protezione civile?
Che si vergognino.

4 Risposte

  1. solo vergogna…non ci sono altre parole…

  2. ..e il Signor Bertone si dice "addolorato" per gli attacchi al Papa, ma non è altrettanto addolorato per le vittime dei preti pedofilii.O.

  3. grande nat la cosa migliore di questa storia è che hai condiviso i soldi divertendoti insieme ad altre persone. e poi sui soldi non c'è il nome. a parte questa affermazione magari discutibile per lo meno hai avuto cuore e generosità. il reesto è il solito schifociao nat

  4. I vaticani fanno come il nano, continuano a gridare al golpe perpetrato contro il capo e distolgono l'attenzione dal vero dramma. Qui i bambini violati nel caso del nano la crisi che non c'è e i giudici rossi, non lui è un delinquente.

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