La gente comune dell’Emilia Romagna è avanti anni luce. La Sig.ra al Tg3: me ne frego se il governo aiuta noi e quelli che verranno?


Che in Emilia Romagna ci sia uno zoccolo duro di persone solidali e sinceramente democratiche è fuori discussione e l’ennesima prova l’abbiamo avuta oggi, al Tg3, persone che vanno oltre l’interesse immediato e personale per avere a cuore gli interessi degli altri, di tutti gli altri.
Monti è andato in visita nei luoghi del terremoto ed ha subito una piccola contestazione, che aveva i suoi buoni motivi perchè, presi dall’immediato tutti abbiamo dimenticato che questo governo sta facendo una legge che scarica le calamità naturali sulle regioni permettendo nuove imposte sulla benzina o altro per affrontare i disastri dei terremoti e non solo.
Questo significherebbe che lo Stato scarica sulle regioni il suo dovere di aiutare le vittime di eventuali disastri, evidentemente i professori di economia sono in grado di aiutare solo le banche.
Questa legge è anche odiosa per un’altra ragione, la discriminazione tra regioni ricche e povere, di solito le più colpite, perchè se le ricche regioni del nord potrebbero anche sopportare il peso di una situazione del genere dubito che Basilicata, Marche, Abruzzo e qualche altra possano fare lo stesso.
Solo da una Signora dell’ Emilia Romagna, educata e convinta della solidarietà tra cittadini, fiduciosa dell’amministrazione pubblica e nello Stato poteva rilasciare una dichiarazione del genere così altruista e di buon senso che evidentemente politici e governo non hanno.
Essendo informata della legge che il governo sta discutendo la Signora in questione, pur essendo coinvolta in prima persona in questa disgrazia, prima di pensare al proprio interesse ha pensato all’interesse degli altri dando prova di un altruismo che vent’anni di berlusconismo e di xenofobia razzista della lega avevano cancellato dalle nostre teste e dai nostri cuori.
Siamo tutti impegnati nei cazzi nostri, vediamo solo i nostri problemi e siamo incapaci di provare non dico un minimo di pietà per gli altri ma almeno un minimo di solidarietà che vada oltre l’egoismo. Uno schiaffo ad un popolo che ha dimenticato la base della convivenza civile, la solidarietà.
Me ne frego se il governo ci aiuta, e quelli che verranno?
Siamo ad anni luce dai deliri dei leghisti, dal forza Etna al tifo per le alluvioni ed i terremoti del sud.
Qui siamo tutti al sud della decenza, dell’etica, della morale, della solidarietà, manchiamo di civiltà.
Mi inchino davanti alla Signora, spero che l’abbiano notata in tanti e ne abbiano tratto una riflessione.
Che persone vogliamo essere, come i leghisti o come la Signora?

Piccoli Travaglio crescono, ecco come Matteo Muzio ha commentato l’elezione di Doria a Genova. Nemmeno la padania arriva a tanto.


Per essere i migliori, al fatto, ce l’hanno messa tutta a partire dal fuoriclasse dei giornalisti, Travaglio del quale ho 5 o 6 libri per non perdermi il verbo.
Non hanno finanziamento pubblico, sono bravi, in compenso hanno usato l’esposizione mediatica del giornalista di punta ed hanno vinto la champion del giornalismo alla prima edizione del giornale cartaceo.
Se Montanelli è stato un esempio per decine di giornalisti, con qualche ottimo risultato, lo stesso di può dire di Marco Travaglio che, con il suo esempio, alleva delfini ma con scarsi risultati, se stiamo a leggere Matteo Muzio.
Genova, Doria vince ma non è Pisapia. Solo un quarto dei genovesi l’ha scelto

Un titolo che gli sarà costato ore di sofferenza alla ricerca di qualcosa che potesse sminuire il risultato di Genova, la città del santone amico di Travaglio.
Fa la sua analisi, ovviamente calibrata a sminuire la vittoria di Doria che ha vinto ma con il 59,7% ma non con l’80%, insomma ha vinto  3 a 0 ma non 6 a 0.
Ovviamente il commento più importante sul risultato di Genova è lasciato al rappresentante del movimento 5 stelle, marchetta giornalistica in stile padania, libero o il giornale.
Chiude con un po’ di ironia, stile il Maestro, e con un bruciore di stomaco che traspare tra le righe, prima di terminare il paragrafo finale avrà dovuto prendere il maalox , o due.
Che Doria sia stato votato dal basso, che abbia vinto le primarie del Pd, che lo stesso Don Gallo si sia speso per lui non conta, conta solo fare un articolo simil copia del maestro che serva a fare, ulteriore, propaganda all’amico di viaggio.
Se non altro ha fatto fare un figurone a Pisapia, chissà cosa ne penserà Matteo Calise il grillino di Milano che si diverte a dare i voti, da maestrina isterica, un giorno si e l’altro anche  a Pisapia.

Certo che il Fatto ha superato quasi tutti i giornali, certamente Libero, Padania ed il Giornale di Sallusti, che sostengono la destra e la lega.
Anzi hanno creato il mostro che sta alla lega come la padania, che sta al Pdl come Libero ed il Giornale, il loro mostro è come Padania, Libero e Giornale ma al servizio del Movimento 5 Stelle.
D’altronde il giochino di Travaglio con Grillo andava in onda tutti i giorni su Current Tv, era ovvio che il fatto diventasse l’altoparlante del M5S.
Ma Matteo Muzio lo mettano nella satira, almeno prova a far ridere.

Parma ci voleva, ci contavo nella vittoria di Pizzarotti per vederli all’opera. Si dice che Parma ha voluto il cambiamento, questo non è vero secondo me e ne spiego il motivo.


Nei mesi scorsi i più attivi contro la giunta precedente e l’ex sindaco Vignali a suon di pentole e coperchi, come in Argentina, fu il movimento degli indignati guidati da Roberta Roberti che al I° turno ha ottenuto il 5,1%.
Bernazzoli, tra il primo ed il secondo turno, ha tenuto i suoi voti ed abbiamo visto che non sono bastati, al centrosinistra sono più di vent’anni che i voti non bastano mai per vincere a Parma quindi, per me, non c’è nessuna novità.
Al primo turno Pizzarotti ha ottenuto il 19,5% e nel secondo ha sbaragliato l’avversario, come abbiamo visto e ne prendiamo atto.
Il cambiamento auspicato dagli indignati contro la vecchia politica, non dimentichiamo che Bernazzoli per chi vuole il cambiamento rappresenta l’altra faccia della medaglia della vecchia politica, è avvenuto guarda caso con i voti della destra e dell’Udc, pure qualcuno dell’Idv ha partecipato alla festa.
Prendo atto dell’incapacità di Bernazzoli e del centrosinistra di attirare nuovi elettori, prendo atto che l’esposizione mediatica del Movimento 5 Stelle ha un valore aggiunto da non sottovalutare ma sta di fatto che il centrosinistra ha tenuto i suoi voti, voto più voto meno non fa la differenza, mentre il neo sindaco ha moltiplicato i suoi.
Non so se gli farà piacere, ma resta il fatto che i voti che lo hanno portato alla vittoria sono quelli della destra, la stessa destra che ha distrutto e ridotto in macerie Parma.
Qualcosa non torna, dal mio punto di vista, ma è presto per capire come e perchè.
Premesso che mi auguro che Pizzarotti rappresenti veramente la svolta per Parma ed abbiamo un anno di tempo per valutare come si muoveranno e tirare qualche conclusione prima delle elezioni del prossimo anno, se così fosse, in positivo, non escludo che potrei votarli anch’io l’anno prossimo, in ogni caso buon lavoro.
A Milano abbiamo Calise, del Movimento 5 Stelle, che un giorno si e l’altro anche critica Pisapia, dall’alto della sua esperienza, perchè non è abbastanza sul territorio, a contatto con i cittadini, come se le assemblee pubbliche non fossero sufficienti e Piasapia con i suoi assessori dovesse suonare porta a porta per spiegare l’area C o quant’altro.
Dicono di fare politica per la gente e con la gente del territorio, come faceva il vecchio Pci della prima repubblica, criticano il governo Monti, come faccio io, ma per ragioni diverse che non è il caso di elencare adesso.
Faccio solo notare che Pizzarotti ha detto che la sua squadra sarà formata da tecnici, non solo, pare che di questi tecnici nessuno sia di Parma con buona pace del legame sul territorio. Mi auguro che i tecnici ingaggiati da Pizzarotti abbiano anche un progetto politico e non solo tecnologico, anche il governo Monti ha tanta tecnologia al suo interno ma manca proprio dell’elemento più importante, il progetto politica.
Pizzarotti è diventato un fenomeno globale, gli hanno dato il pallone d’oro prima ancora che giocasse una partita, spero solo che abbiano ragione loro e torto, marcio, io.
Da qui cambieremo l’Italia, dicono a Parma, mi accontenterei per adesso che cambino Parma ed il fatto che i voti del cambiamento arrivino dalla stessa destra che l’ha portata allo sfascio per oltre un ventennio non mi pare una buona prospettiva.
Una delle critiche più feroci verso il governo Monti ed il Presidente Napolitano è che il suo governo non è di eletti, rappresenta il fallimento della politica, e viene considerato un mezzo colpo di Stato.
Anch’io critico Monti ma per tutt’altre ragioni.
Spero che i tecnici proposti da Pizzarotti siano eletti, quindi legittimati, ma spero ancora di più che abbiano un progetto politico perchè governare oltre al fatto tecnico è un problema politico dato che si può governare con politiche di destra, progressiste o di sinistra e permettetemi di dire non è la stessa cosa.
Ad ogni modo da Parma arrivano due certezze, la prima è che Pizzarotti ha vinto alla grande e con merito, la seconda è che Parma è rimasta dov’era da oltre vent’anni, a destra.
Per me l’aspetto più grave di queste elezioni, che si ripete da un ventennio, è che il vero vincitore è l’astensionismo sempre più elettori non vanno alle urne, non si prendono la responsabilità, si rifiutano di usare gli strumenti della democrazia per tenersi lo spazio per criticare tutto e tutti in un populismo e un’antipolitica che non promette nulla di buono. Spero solo che non ci sia una nuova marcia su Roma, la storia insegna che di solito populismo ed antipolitica se non portano al fascismo portano al berlusconismo.
Anche Berlusconi era il nuovo che avanza.
Ho visto all’opera i democristiani per decenni, qualche traballante governo di centrosinistra, quasi impotente, nell’ultimo ventennio. Ho visto un possente centrosinistra guidato da Craxi che ha distrutto l’Italia ed ho visto la nascita della sua creatura, il berlusconismo.
Sono ancora qui, auspico un cambiamento ma avrei avuto piacere che non venisse dalla stessa destra che ha demolito l’Italia.
Ma questo è il mio modo di vedere la politica, non è una ricetta e non sono un dottore che consiglia una medicina.
Parma a destra era ed a destra rimane, se poi tutti i giornali lo chiamano cambiamento facciano pure, lasciamo pure che il Fatto Quotidiano canti vittoria dopotutto è da anni che tira la volata al vincitore.
In bocca al lupo a Parma, che il cambiamento abbia inizio, speriamo che non pensino di governare con le class action, la politica è un’altra cosa.

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Me lo auguro, anche se non sembra, se non altro per Parma, che ha voluto fermarsi a destra per sentirsi più sicura. Certamente non saranno corrotti come la giunta Vignali, ma gli indignati di Parma tengano a portata di mano pentole e coperchi perchè destra e capitalismo danno sempre gli stessi frutti.
Il Pd, il centrosinistra,  a Parma ha commesso degli errori ma qualcuno dica a Travaglio che Parma è a destra da decenni, immobile, e che a Parma c’è la Parmalat di Tanzi spartito suonato e cantato da anni da un comico eccezionale, Beppe Grillo.
Per quelli come me la Staligrado d’Italia era Sesto San Giovanni, prendo atto che adesso è Parma. Sesto la conosco molto bene, ci ho vissuto e ci è nato mio figlio, adesso conoscerò Parma. Dalla Stalingrado dei rossi alla Stalingrado dei neri.
Certo che il Pd, commentando i risultati, ha confermato di non avere capito niente.
C’è un astensionismo al 50%, il problema non è Grillo è l’incapacità del centrosinistra di fare proposte serie e concrete sull’acqua, il territorio, ed altro. Dica chiaramente da che parte vuole andare, che posizione prende contro il capitalismo globale finanziario e parassita.

Andrei cauto con le trombe, nel centrosinistra, a parte il Movimento 5 stelle di Parma il resto è un aumento dell’assenteismo.


Nel Pd, nel centrosinistra si commenta che il risultato è oltre le più rosee previsioni, hanno preso Como e Taranto storicamente di destra ma anche Parma è storicamente di destra ma l’hanno presa i grillini.
Ovviamente il M5S non avrà nessun interesse a riflettere sull’astensione, gli conviene molto di più enfatizzare i due sindaci che hanno ottenuto con queste elezioni.
Pensate che a Meda, se si conferma il voto di differenza, sarebbe il primo sindaco di centrosinistra dal dopo guerra in poi, una emozione non da poco.
Io, fossi in Bersani e nei suoi alleati, rifletterei a fondo sui dato dell’assenteismo, in molti comuni sono andati a votare meno del 50% degli aventi diritto, i primi dati danno un calo del 13,5% rispetto al primo turno già molto basso.
Faccio i migliori auguri al M5S e sono molto curioso di vederli all’opera, purtroppo Parma non è nelle migliori situazioni per agevolare il compito del nuovo, giovane, sindaco ed è per questo che incrocio le dita, per lui, tocco ferro e faccio i migliori auguri.
Essere contro paga sempre, in una situazione come la nostra paga ancora di più e ciò vale per tutti quelli che fanno opposizione perchè è una rendita, altra cosa è amministrare, affrontare i problemi, dare risposte.
Essere contro i politici corrotti o incapaci è dovere di tutti i cittadini onesti, essere contro la politica in toto è un autolesionismo che ha sempre portato a scenari bui, regimi.
Mi aspetto una nuova politica, meno proclami, critiche e più fatti ed una città come Parma penso che sia in grado di darmi una risposta.
In bocca al lupo al nuovo Sindaco di Parma ed un consiglio al centrosinistra, prima di suonare le trombe analizzate, a fondo, i dati sull’astensionismo.
L’unica buona notizia, per me, è che la lega perde sette comuni su sette, ma il Trota è ancora in regione.
Han votato di più nell’Emilia terremotata che altrove. Riflettete gente.

Un, accorato, appello alla famiglia di Stefano Venturi leghista di Rovato: ricoveratelo, proteggetelo dalla sua ignoranza.


Si sa che la satira, le battute, perchè abbiano un senso devono essere feroci ma la ferocia dissacrante non ha niente a che vedere con l’idiozia del segretario della lega nord di Rovato.
Mi domando che livello mentale abbiano gli iscritti della sezione leghista di Rovato che hanno eletto un segretario del genere, un sottoprodotto, scadente, del genere umano.
Commentando il terremoto che ha colpito l’Emilia ha scritto sul suo profilo Facebook: la padania si sta staccando, ci scusiamo per i disagi. La prossima volta faremo più piano.
Fortunatamente il suo post ha raccolto quantità industriali di critiche e di offese confermando che anche dalle cose peggiori si può cogliere un momento di speranza, positivo, nella lega non sono tutte trote, Manuela Del Lago,uno dei triumviri della Lega, chiede scusa “per quanto accaduto”. ”Il segretario Rolfi ha fatto benissimo a sollecitare le dimissioni di questo Venturi – dice il deputato all’Adnkronos -. Di imbecilli il mondo e’ pieno, e purtroppo ce ne sono anche tra noi… Chiediamo scusa , la Lega si stringe attorno ai familiari delle vittime del terremoto in Emilia Romagna. Siamo profondamente addolorati, abbiamo massimo rispetto per le popolazioni colpite dal sisma”.
Pera la prima volta, da quando è nata la lega nord di Bossi, mi trovo d’accordo con una di loro, il mondo è pieno di imbecilli, ci sono ovunque ed a tutte le latitudini, diciamo che nella lega nord c’è un concentrato di imbecilli che va oltre l’immaginazione.
Se paragoniamo l’imbecillità ad un pomodoro, coltivato ovunque, diciamo che la presenza della lega nella lega nord padania è al livello del triplo concentrato di pomodoro.
Prendo atto che l’hanno fatto dimettere ed attendo che i due o tre leghisti di comando, come Manuela Del Lago che sembra provvista di materia cerebrale, provvedano all’espulsione dei vari Borghezio, Salvini, Lancini, trote ed avannotti vari, insomma spero che dal triplo concentrato/imbecillità della padania si passi, almeno, al concentrato semplice.
So che la stupidità è impossibile da sradicare, proviamo almeno a contenerla ed a renderla inoffensiva, anche se l’impresa ha dell’impossibile.
A questo proposito mi torna in mente il Gen. De Gaulle al quale, durante un  comizio, un suo elettore gridò: mio generale, a morte i cretini!
Al quale il Generale rispose: caro amico, il suo programma è troppo ambizioso.
Dato che nella lega ultimamente va di moda la scopa mi accontenterei che imbecilli come Venturi venissero spazzati via, per il bene loro ed il nostro.
Mi permetto solo una osservazione, la faccia da pirla l’ha tutta, qualcosa si poteva intuire già prima che arrivasse a scrivere enormi cazzate.
Prevenire è meglio che curare.
Proteggerlo dalla sua ignoranza è volontariato.Dargli dell’imbecille, mentre crede di essere spiritoso non è un’offesa, è volontariato.

Quelli di Macao, quando non basta essere contro per essere nel giusto. La presunzione nella cultura non può esistere, la cultura è confronto.


L’web è stato inondato dalla solidarietà espressa da internauti ai ragazzi del Macao vittime del comune o del sindaco Pisapia secondo i punti di vista perchè il problema non erano i ragazzi del Macao ma andare sempre e comunque contro la politica.
Persone che si sono scagliate contro Pisapia da migliaia di chilometri di distanza, senza nemmeno informarsi, solo per confermare un proprio pensiero precostituito e per accusare Piasapia di non mantenere le promesse.
Persino Dario Fo, precursore delle occupazioni di spazi culturali, è accorso immediatamente per dare supporto e pubblicità ai ragazzi del Macao invitando il comune, la giunta, a fare qualcosa per questi ragazzi.
E questo la giunta ha fatto, alla faccia di chi ha criticato precipitosamente e da prevenuto in attesa di qualche scivolata di Pisapia.
La sinistra più sinistra di tutti, la migliore e la pura di spirito, che regolarmente scivola sulla buccia di banana per esagerazione da contestazione.
Dario Fo è da sempre attento e contro ma è anche molto intelligente ed infatti, se commette un errore, lo individua e ne prende atto in un breve lasso di tempo, ciò che altri non sono capaci di individuare e quindi di prendere atto di essere stati precipitosi.
Il gusto di sentirsi diversi, migliori, più democratici degli altri alle volte fa brutti scherzi e capita di pestarne una grossa, non stiamo parlando di Casa Pound, stiamo parlando di collettivi diversi probabilmente di sinistra ma si sa che la sinistra ha sempre qualcuno più a sinistra di tutti, sempre in malafede e, come ha risposto una ad un mio commento, non hanno le fette di salame davanti agli occhi.
Dico subito che non c’è bisogno di avere le fette di salame negli occhi, basterebbe informarsi, aggiungo che le fette di salame davanti agli occhi si possono anche togliere per farsi un panino, se si hanno nella testa, nel cervello, l’operazione è impossibile.
Non basta suonare l’orchestra in piazza per avere ragione,essere più liberi e democratici, si deve anche ragionare ed accettare il confronto con l’unica istituzione che ha dato risposte alle loro domande, con la giunta precedente invece delle risposte avrebbero preso solo le botte dalla polizia.
Io sono favorevole ai ragazzi del Macao ed il mio punto di vista conta meno di nulla, più facile fare bella figura dando ragione ai ragazzi a prescindere, sentirsi parte della maggioranza e rivoluzionari della cultura ma, se non si collega il cervello e non si colgono le opportunità che la Giunta di Milano propone si passa solo dalla parte del torto e chi, sin dalla prima ora, si è schierato dalla parte del Macao volta le spalle e si lascia immerso nel suo brodo di prosopopea e presunzione.
L’esatto contrario della cultura, che si confronta ed accoglie le aperture e le occasioni, non si fa cultura rifiutando il confronto, quello è il pensiero unico non cultura.
Macao e l’assemblea all’ex Ansaldo

Nel mio piccolo, nella mia ignoranza dato che ho solo la terza media, vorrei dire a collettivo di intellettuali ed artisti del Macao, che per volare prima delle ali ci vuole il cervello.
Abbassino le ali, della presunzione, e usino il cervello della modestia.
Non lo dico perchè l’ha detto Dario Fo, l’ho detto prima e sono stato criticato perchè ho difeso Pisapia, io ho difeso la logica.
Se la cultura è presunzione ha fallito il suo scopo, coinvolgere quelli come me, far capire a chi ha meno strumenti e capacità.
Gente che parla solo tra di loro per darsi ragione uno con l’altro, è un salotto non è cultura, Pasolini parlava e scriveva per gli ignoranti ed è per questo che gli intellettuali l’hanno capito vent’anni dopo.

 


100 euro non sono tanti, ma sono pur sempre 200.000 lire, quasi. E questa volta ho detto no.


Ci vedo sempre meno e ci vuole una visita di controllo, il mio medico mi fa la richiesta e mi parla di un fenomeno che non è a Milano ma in un pese dell’hinterland, tanto lei è in pensione e si può muovere tranquillamente.
Questo è veramente bravo, come tutti gli specialisti che mi ha consigliato il nostro dottore.
Nel giro di pochi anni mi sono trasformato da cicala in formica e, credetemi, se non l’hai nel Dna non è facile devi lavorare al fianco il tuo cervello senza sosta e pure di fantasia perchè quando il reddito è uno ti devi inventare le strategie.
Una volta, per esempio, tutte le offerte che trovavo nella posta le buttavo via ritenevo che fossero una presa in giro per attirarmi a spendere su 4 prodotti acquistati in offerta e 10 con il prezzo esagerato.
Come le auto a km 0, era il mio settore e quindi so come funziona perchè la mia auto che costava a listino 21.000 euro l’ho pagata 14.000. Significa che costa alla fabbrica 7.000 euro se non meno.
Tanti anni fa parlai con un manager della Fiat e mi disse che la 500L costava alla fabbrica, franco concessionaria a Palermo, 184 o 187mila lire compreso il trasporto  ed era a listino a 840.000.
Ma erano altri tempi, adesso le auto sono tutte in offerta ma non le vendono ugualmente.
Torniamo al discorso dello specialista, Mirè telefona alla clinica per prenotare dando il nome dello scienziato e la signora del centralino dice che riceve solo come privato, si sa che per la salute non si bada a spese per questo abbiamo la sanità pubblica che ti costringe ad andare dal privato in Lombardia, generalmente, ti mandano dagli amici di Formigoni, è tutto un giro. Costo 100 euro, in due dopo mi hanno detto: pensavo peggio, non è nemmeno tanto ed è qui che abbiamo perso il contatto con la realtà, con considerazioni come queste significa essere sconfitti, rassegnati.
Combinazione è libero per il giorno dopo, la Mirè mi interroga con gli occhi ed io, saputo il prezzo, le faccio segno di no con la testa. Allora c’è una  possibilità per il 31 maggio e la Mirè dice ok.
Scendo con Lulù per fare una passeggiata e noto un cartellone pubblicitario enorme, stavo riflettendo sul fatto che 100 euro sono 200.000 lire e mi trovo un manifesto 6 metri per 4, o giù di lì, che recita: Mercedes offerta del mese per classe A o classe B a sole 109 euro cambio olio e filtro, originale, lavaggio esterno ed interno.
Approfitta dell’offerta del mese Mercedes con ricambi originali.
Ora, il filtro dell’olio costa al netto 4 euro si e no, non credo che dal 2007 ad oggi siano aumentati del 600%, 3 o 4 litri di olio pagarlo tanto facciamo 8 euro al litro ed il lavaggio con 8 euro te lo fanno anche in Via Padova.
Insomma l’impressione mia è che crisi o non crisi questi sono impazziti.
Riflettendo sul fatto che lo scienziato che dovrebbe visitarmi costa meno di un cambio di olio e filtro della classe A da riflessione nasce riflessione, il famoso lavoro ai fianchi della mia psiche cicalesca, e realizzo che l’anno scorso l’oculista della mutua, un omone di colore che mi fatto una visita perfetta facendomi tornare indietro di oltre 50 anni, alla prima visita da uno specialista di Verona quando scoprimmo di avere un occhio che vede molto meno dell’altro. Non è la retina staccata ma il classico occhio pigro, una malattia che presa in tempo, da bambini, si può anche guarire ma per me era troppo tardi.
Dicevo che l’anno scorso il dottore della mutua emise una sentenza molto semplice: cataratta, niente di preoccupante, potrà rinnovare la sua patente ma per l’intervento è troppo presto, deve scendere di più.
Quanto tempo ci vorrà, chiedo al dottore, e mi risponde che è un fatto individuale ci può mettere 6 mesi come due anni, si deve avere pazienza ed aspettare che maturi con i suoi tempi.
Ovviamente se vado ad una visita di controllo è perchè ho notato un certo peggioramento ma tutti quelli che ho conosciuto che hanno fatto l’intervento, oltre all’entusiasmo per la riuscita, mi hanno detto che deve scendere per bene, deve maturare, non sei tu a decidere quando intervenire.
Nel mio piccolo cervello da cicala si è accesa una lampadina: se vado dallo scienziato e questo si becca 100 euro per dirmi che non siamo ancora pronti ho buttato via 100 euro, che sono sempre 200.000 lire, ed allora ho annullato la prenotazione ed ho telefonato alla mutua, va bene per il 9 luglio anche se l’anno scorso nel giro di una settimana avevo fatto tutto, si vede che al cataratta si espande come la crisi.
Non so quanto sarà il ticket della sanità lombarda, la migliore sanità del mondo stando a quello che dice Formigoni e non solo, anche Comunione e Liberazione dice che è la migliore del mondo.
Dico questo perchè ieri mattina ho incontrato una conoscente che ha qualche piccolo problemino ed era appena stata a fare gli esami del sangue.
Già che c’era li ha fatti fare anche al figlio, un controllo, ed era ancora sconvolta: 450 euro di ticket, mezzo stipendio, ha dovuto prelevare con la carta di credito perchè non li aveva mai avrebbe immaginato una cosa del genere. 900.000 lire, più o meno.
Saranno anche esami speciali, ci siamo passati anche noi dagli esami speciali, ed abbiamo toccato i 180 euro di ticket ma questo è un record del mondo.
Fortunatamente in Italia abbiamo una sanità, pubblica,  che funziona, non come gli americani che si possono permettere di rifiutarla ai ceti più deboli usandola come setaccio per sfoltire la popolazione.
Non è un post a favore del ritorno alla lira o nostalgico, è la presa d’atto che lira, euro o dollaro non contano nulla sinchè noi siamo considerati limoni da spremere sino all’ultima goccia.
Che poi ti spremano in lire, in euro o in dollari il risultato è sempre lo stesso, servi solo a questo. Ti spremono come un’oliva e l’olio se lo tengono loro, extra vergine, solo olive italiane.

Questa non è una crisi economica, è un bombardamento a tappeto senza nessuna sirena che ci avvisi di ritirarci nei rifugi. Ci vogliono cogliere in piazza, in casa.


Non è possibile che la crisi della Grecia possa affondare l’Europa, la Grecia ha un Pil inferiore alla Lombardia, se salta l’Europa è perchè la vogliono far saltare.
Certamente non ne uscirebbe viva nemmeno la Germania e se Berlusconi ci ha portati sull’orlo del baratro la Merkel porterà la Germania direttamente nel burrone.
Qui, qualcuno, ci sta prendendo in giro, forse più di qualcuno e per sapere chi è bisogna scoprire chi ha interesse che salti per aria tutto.
Le voci che arrivano da un commissario europeo parlano di strategia d’uscita, subito smentita ma intanto destabilizza le borse e gli Stati, nello stesso titolo c’è scritto: Voci di un avvertimento tedesco ad Atene, due righe più sotto: la Merkel pronta a trattare.
Ci rendiamo conto che qui hanno tutti perso la testa?
Dato che una notizia smentisce l’altra, nello stesso titolo, mi domando chi abbia interesse a giocare allo sfascio, alla paralisi, al terrorismo economico.
Mentre c’è il pericolo del fallimento di interi stati, Grecia, Portogallo, Spagna ed Italia i giornali hanno in prima pagina la notizia più delirante di tutte:

Borsa, il giorno di Facebook
alle banche 176 milioni di dollari

Qui c’è qualcosa che non quadra, questo capitalismo finanziari parassita e speculatore sta bombardando il globo, interi continenti, con la complicità della politica incapace  ed asservita ai poteri forti della finanza.
Non sentiamo i missili delle agenzie di rating, responsabili della crisi insieme alle banche ed ai derivati tossici, colpiscono il nemico con una precisione centesimale.
Al resto provvedono i bombardieri delle borse senza che nessuna sirena ci annunci il loro arrivo e ci inviti a rifugiarci nelle cantine, ci voglio massacrare in piazza, al lavoro, nelle case.
Diradato il polverone si conteranno i morti, gli esclusi, ed il capitalismo parassita ripartirà più forte di prima.
La Grecia, qualche mese fa, si poteva salvare con 40 miliardi e la Merkel non ha voluto, ha impedito all’Europa di intervenire con l’aiuto di quello stordito di Sarkozy, adesso ce ne vogliono più di 100 che nessuno vuole tirare fuori mentre dimentichiamo, o ignoriamo, che la Germania deve alla Grecia 70 miliardi per danno di guerra.

I debiti di Berlino salverebbero Atene

Per i danni di guerra la Germania deve alla Grecia 70 miliardi.

Germania, il debito con la Storia

Il Reich depredò la Grecia: arriva il conto.

Per Die Zeit Berlino deve restituire almeno 70 miliardi

Commissario Ue: “Grecia via dall’Euro”. Per Berlino ritorno alla dracma “gestibile”

Il commissario al Commercio Karel De Gucht parla di un piano di emergenza pronto. Bruxelles smentisce. Il quotidiano economico tedesco Handelsblatt aggiunge che il governo tedesco prepara “riunioni segrete”. Il premio nobel Paul Krugman mette in guardia: ”La dimostrazione che l’euro è reversibile potrebbe portare a un attacco senza precedenti alle banche spagnole e italiane”
C’è in Europa qualcuno che possa fermare la Merkel insieme ad Hollande?
C’è qualcuno su internet che sia in grado di spiegarci cosa vogliono fare nel mondo e perchè?
Io il problema vero lo vedo nel capitalismo finanziario parassita e speculatore ma, devo ammettere, che sono cose più grandi di me.
Temo che tutto ciò, mi riferisco al bombardamento a tappeto che la finanza mondiale ha in atto, venga fatto pagare a tutti attraverso una svalutazione pesante che ci ucciderà.
Quel poco che abbiamo e non parlo di bot o investimenti vari, parlo di pensioni, salari, stipendi non varrà più niente e pagheremo il pane a 10 euro al chilo.
Non parliamo del resto.
E la politica nostrana, tutta la politica, non batte un colpo è in tutt’altre faccende affaccendata.


Perchè un uomo, che dice tante cose giuste ed intelligenti, finisce per screditarsi da solo per megalomania. Eccesso di protagonismo.


Perchè un santone abbia credito il primo a crederci deve essere lui e lui non ha dubbi, è il migliore, l’unico.
Non butto via tutto quello che dice, anzi ne faccio tesoro, mi aggiorna e mi informa ma il resto, il frutto della sua megalomania, lo butto via.
Bersani ha detto: A Parma si è schierato a favore del Movimento 5 stelle chi ha portato al fallimento la città.
Difficile che Bersani ne dica una giusta per il semplice fatto che è sempre in equilibrio tra l’anima democristiana e quella comunista del suo partito mentre io sono per il centralismo democratico, i circoli, le sezioni, votano una mozione, una linea  e si porta avanti quella vincente, chi non ci sta’, come la Binetti, Rutelli e compagnia bella si accomodi pure.
Questa volta l’ha detta giusta, lapalissiana, una considerazione che poteva fare benissimo il grande Catalano di Quelli della notte.
Naturalmente Grillo non ha fatto rispondere alla considerazione di Bersani, sacrosanta, al candidato del Movimento di Parma, gli avrebbe fatto ombra come Del Piero ad Andrea Agnelli ed ha risposto lui, o chi per lui non sappiamo ancora chi gestisce quel blog, con queste righe: «Le indicazioni di voto da parte dei partiti per i ballottaggi, con la pretesa che le seguano, sono un insulto agli elettori. Sembra che il voto appartenga ai partiti, non ai cittadini. L’usucapione del voto non è ancora prevista per legge. Bersani si rassegni. I voti al M5S sono voti di cittadini liberi. I partiti sono morti, la loro voce arriva dall’oltretomba».
Se così fosse Grillo avrebbe dovuto rivolgersi a chi ha dato indicazione di votare il suo candidato, il Pdl nella fattispecie, arriverà pure dall’oltretomba la loro voce visti gli ultimi risultati che hanno ottenuto loro e la lega, ma lui non l’ha rifiutata ed ha invitato Bersani a rassegnarsi, fortunatamente ci ha risparmiato la battuta del Pd meno elle, almeno questa volta ce la siamo risparmiata.
Comunque ha puntato Bersani ma non ha rifiutato la gentile offerta dei pidiellini, forse perchè fa rima con grillini. E’ una battuta, non offendetevi come sempre.
I voti del Movimento 5 stelle sono voti di cittadini liberi, se ne deduce che i voti agli altri partiti non sono di cittadini liberi, aggiungerei sani di mente, visto che solo gli elettori del M5S sono liberi, con il marchio Doc.
Che il voto sia espressione di liberi cittadini l’ho sempre pensato, so, sappiamo, che in certe parti del Paese non è proprio così nel senso che il voto è fortemente condizionato da mafie, clientele ed opportunismi vari ma, in linea di massima il voto è libero anche quello di un fascista o di un leghista.
Questo, la democrazia, non la dobbiamo al Movimento 5 stelle, non l’ha inventata Grillo, la dobbiamo alla Resistenza ed alla lotta di liberazione dal fascismo.
L’ hanno fatta talmente bene che hanno pensato di scriverci pure la Costituzione sui principi di libertà e democrazia, siamo talmente liberi che hanno potuto risorgere i fascisti, nascere i leghisti, governare la P2 e visto sorgere il Movimento 5 stelle.
Tutto ciò è dovuto al voto dei cittadini liberi, anche i 18 anni, e più, di berlusconismo lo dobbiamo ai cittadini liberi e Grillo invece di fare la prova finestra ai voti del movimento, avrebbe dovuto rifiutare l’appoggio peloso di chi ha portato Parma al fallimento.
Forse, pur di passare alla storia, è disposto ad accettare i voti del Pdl non sarebbe abbastanza ma sarebbe una bella botta per la sua autostima e la sua megalomania.
Ne è talmente dipendente che non gli basta mai.
Peccato perchè il 60% di quello che dice è giusto ma lui è come il dottor Jekyll e mister Hyde, comincia il comizio, lo spettacolo, come dott. Jekyll e lo finisce sempre come mister Hyde.
Questo è il problema, che il voto sia libero lo hanno dimostrato le elezioni di 15 giorni fa.
I voti al Movimento 5 stelle sono arrivati da tutte le parti, sinistra compresa, in primis dall’antipolitica figlia dell’ultimo ventennio, il resto dalla protesta, resta da capire come mai pensano di risolvere un problema politico con l’antipolitica, ma questo è un altro discorso, lo vedremo dopo che saranno andati al governo in qualche città e dovranno confrontarsi con i problemi reali e non limitarsi alla denuncia ed alla critica.
Io, purtroppo, penso che non risolveremo mai il problema finchè il mondo sarà governato dalla finanza, destra, sinistra o avanti ed oltre che sia, come il movimento, avranno sempre a che fare con la finanza speculatrice e parassita.
Attendo fiducioso, ovviamente, ma resto convinto che il problema primario che abbiamo, fermo restando che ruberie, sprechi, corruzione vanno combattute anche con la galera, sia il governo politico mondiale in mano all’economia capitalistica parassita.
Sarò anche fissato, ma io la vedo così. Bersani invece pensa di poterla condizionare, farla diventare più umana, ma un parassita non ha niente di umano.
Detto questo un movimento sinceramente democratico dovrebbe lasciare parlare e decidere i suoi rappresentanti, anche chi spara cazzate a raffica come quello di Milano, non può essere sempre lui a scomunicare e dettare la linea. Non è democrazia.
P.S. Lo so anch’io che sentire la Finocchiaro che dice: l’abbiamo fatto perchè ce l’ha chiesto il governo, fa cadere le braccia anche ad una statua. Lo so senza che me lo faccia notare Travaglio o Grillo, anche se li leggo sempre volentieri.
Grecia, i deputati nazisti entrano in Parlamento al passo dell’oca.
Non c’ero, fortunatamente, ma mi sembra qualcosa di già visto, vissuto.

Ditemi che non è vera la storia del Trota, implora il leghista al telefono con Radio padania. Forse gli hanno tolto l’elmo con le corna e adesso prudono.


L’elmo era troppo stretto ed impediva la ricezione, poteva gridare padania libera, secessione, Roma ladrona, bersi il Po ma non poteva rendersi conto che lo stavano prendendo in giro.
Nemmeno i ministeri fantocci di Monza l’hanno aiutato a prendere atto che mentre guardavano a Roma la famiglia del capo provvedeva a sfilargli il portafogli, a dire il vero anche i nostri soldi.
Tutta colpa dell’elmo stretto che per 25 anni, o giù di lì, ha impedito l’ossigenazione al cervello che nemmeno l’aria pura di Pontida è riuscita a penetrare.
Beppe, leghista disperato, implora il conduttore: «Ditemi che è una bufala, ditemi che non è vera quella storia del Trota che oggi è in vacanza in Marocco?».
«Sì, invece, lo dicono le agenzie», replica il conduttore.
Il programma è tutto un programma, scusate il giro di parole, si chiama: Che aria tira, filo diretto con i padani.
Evidentemente hanno perso anche il filtro perchè una volta certe domande le censuravano, evidentemente il nuovo capo vuole infierire sul fondatore e lasciano sfogare i militanti.
C’è anche quello che se la prende con l’informazione di regime, l’ha sentito dire per anni dai comunisti e gli sembra giusto, in questa situazione, di dirlo anche lui così si dimostra aggiornato.
Che aria tira, a prima vista sembra una bufera che nemmeno noi, antileghisti della prima ora, ritenevamo possibile, passi la xonofobia, il razzismo, l’anticomunismo tipico dell’ex comunista pentito, vedi Giuliano Ferrara e tutti gli ex comunisti folgorati dallo spadone di Alberto da Giussano.
Al massimo pensavamo al doppio gioco politico per il potere, per governare e conquistare poltrone, banche, fare affari, non è da tutti dare del mafioso a Berlusconi e la mattina dopo sostenerlo al governo per più di 10 anni salvandolo pure dalla galera.
Questi pur di avere una indipendenza fittizia, fare una secessione, sono disposti a dare il Paese in mano alla P2, sfasciandolo, nella speranza che l’antipolitica porti ad una rivoluzione padana, pensavo. Quante volte l’Umberto ci aveva detto che i padani avevano oliato i fucili, preparato i trattori e le bombe al latte per fare la secessione?
Ogni volta che tornava da Roma, con la pancia piena, iniziava a ruttare Roma ladrona! Padania libera! E loro gli andavano dietro, qualcuno come il sindaco di Adro, il nazista Lencini, cercava addirittura di andare più avanti riempiendo di simboli del sole delle Alpi scuole, rotonde, edifici, strade e campagne.
Tutti con la bava alla bocca contro Roma ladrona e nessuno che si chiedesse cosa andassero a fare a Roma Bossi, Calderoli, Reguzzoni e compagnia bella.
I più esaltati dicevano che andavano a Roma con il cappio per fare giustizia, ed il fatto che adesso, per fare giustizia, si possono risparmiare il viaggio e andare tutti a Gemonio li spiazza.
Roma ladrona era uno slogan bello, lo si poteva urlare a pieni polmoni, il cervello premeva bene contro l’elmo cornuto ma reggeva, insomma erano bei tempi e  adesso che slogan diciamo?
Trota ladrone! Non viene bene, al Trota al massimo puoi dare del pirla. Umberto ladrone! Non viene bene, non suona bene. Qualcuno, dall’altra parte, suggerisce lega ladrona più di Roma!
Ma loro sono troppo stupidi per fare una autocritica così articolata, ci vuole ben altro, il più intelligente del branco deve dettare la linea, ci affidiamo a Bobo Maroni, lui si che ha i maroni per fare il nuovo slogan.
Gentilini, tutto si può dire di Gentilini ma non che gli manchi la fantasia, propone: Fucilazione elettorale alla schiena, è alto tradimento. Bello ma con due problemi, uno che non è uno slogan è una proposta ed il secondo è che i leghisti avevano già problemi a fare la croce sulla scheda elettorale di fronte figuriamoci di spalle.
Fortunatamente ci ha pensato Maroni al nuovo slogan, duro, forte, immediato e realizzabile immediatamente: Fuori i ladri ed i ciarlatani!
L’ hanno preso subito in parola, fuori un po’ degli uni ed un po’ degli altri le sezioni si sono svuotate.
Tutti a telefonare a radio padania libera per sapere che aria tira, protetti dall’elmo con le corna non se ne sono ancora resi conto.
Il conduttore, questa volta, non ha sbattuto giù il telefono, sono mancate le forze anche a lui.
Che belli i tempi del cappio, quando andavano a Roma per sventolarlo in Parlamento al posto del tricolore.
Tutta Italia ha riso del Trota, gli ha dato del pirla io compreso, devo rivedere il mio giudizio.
Disonesto si, ladro forse, incapace ed ignorante di sicuro ma furbo, devo ammettere che ha la tipica scaltrezza dei parassiti, infatti mentre il popolo leghista è disperato lui è andato in vacanza in Marocco.
Aveva ragione mio padre, faceva il commerciante di auto usate e voleva che io facessi lo stesso mestiere. Era più forte di me, non riuscivo a fregare la gente e lui per convincermi mi aveva detto: devi trovare uno più pirla di te al giorno ed il gioco è fatto, gli vendi la macchina.
Mi sa che il Trota, e la sua famiglia, di pirla ne hanno trovati in quantità industriale.