La mafia capitalista italiana, Confindustria, burocrazia e categorie protette, impedisce ai giovani di fare impresa anche, individuale. La crisi aggrava ulteriormente la situazione italiana perchè abbiamo un capitalismo feudale.


Sembra che confindustria chieda meno burocrazia e balzelli per le imprese ma è un giochino delle tre carte per impedire ai giovani disoccupati o precari di inventarsi un lavoro una impresa, per mantenere il monopolio insieme alle categorie autoprotette come idraulici, elettricisti, dottori,dentisti , tassisti e così via che proteggono il loro orto, i loro privilegi.
A Milano un idraulico ti chiede 190 euro per ogni punto acqua, in un appartamento ce ne vogliono almeno 10, e nonostante la crisi l’importo non cambia perchè la categoria ha fatto cartello se il preventivo di pinco è troppo quello di pallino è uguale, al massimo giocano sulla differenza di 10 euro. Tutto certificato.
Chi ha un minimo di manualità se li può fare da solo i punti acqua ma non può farsi il certificato, per quello ci vuole l’esperto che faccia un sopraluogo di 10 minuti per chiederti 1.600 euro.
Ci salveranno solo gli immigrati che al di fuori delle categorie che fanno cartello lavorano a metà prezzo e meglio degli scienziati nostrani.
Non mi ricordo se in Veneto o in Friuli un ginecologo che, vista la crisi, ha dimezzato le sue tariffe per andare incontro ai suoi pazienti, concittadini, è stato aggredito come un delinquente perchè recava danno alla categoria. Controllare la passera ad una signora non può costare meno di 180 euro, ne va di mezzo l’onore e la professionalità della categoria.
Per aprire un baracchino di panini e bibite ci vogliono 6515 incartamenti, permessi, concessioni che non servono a nulla se non ad impedire che un giovane si inventi qualcosa per sopravvivere.
Fanno bene quelli che spacciano il fumo, per questo la licenza non ci vuole basta conoscere un grossista.
Un esempio dei più eclatanti in questo campo dei permessi burocratici, standard e delle categorie protette lo ha fornito la lega quando si è accanita in varie città contro i centri telefonici degli immigrati.
Tutti sappiamo che per fare questo servizio servono qualche cabina ed i collegamenti internet e telefonici ma le amministrazioni comunali di destra hanno imposto che in questi locali ci fossero tanti servizi quanti ce ne sono in una stazione ferroviaria come quella Centrale di Milano. Il tutto solo per tagliare le gambe a chi ha preso questa iniziativa.
Mentre le grandi aziende, le multinazionali, inquinano e fanno danni con tutti i documenti in regola, vedi Taranto ma lo stesso avviene in tutto il resto d’ Italia, i nostri giovani sono costretti ad immigrare per dare sfogo alla loro fantasia ed alle loro iniziative.
Già i capitalismo in se è una cosa aberrante, crea qualche migliaio di milionari contro centinaia di milioni di poveri,  se poi è un capitalismo feudale come quello italiano fa danni ancora maggiori.
In Italia, da sempre, si trasporta tutto su ruota gommata per dare un monopolio, praticamente un appalto occulto, alla Fiat e adesso che gira male, per colpa di dirigenti incapaci di condurre le aziende e di proporre qualcosa di nuovo come prodotto, come soluzione ai “loro” problemi di profitto propongono la chiusura degli stabilimenti.
Il governo non è incapace di reagire, di mettere dei paletti, è semplicemente complice di questo capitalismo feudale e non ci pensa nemmeno ad intervenire e, se lo farà, vedrete che lo farà mettendo degli incentivi all’azienda più protetta dallo stato che sia mai esistita, quella automobilistica.
Non che le categorie protette minori siano migliori, anzi, basti vedere cosa hanno fatto a Roma quando si è tentato non di liberalizzare i taxi ma di aumentare le licenze.
In due parole non sono i genitori o i nonni che rubano il futuro ai loro figli, come purtroppo pensano molti deficienti anche nel web, ma le categorie protette, le caste industriali ed artigianali, la Confindustria, ed il terziario protetto dei baroni di ogni disciplina lavorativa ed imprenditrice.
In poche parole al capitalismo feudale che impone 1o, 100, gabelle a chi non fa parte della categoria.
La nuova nobiltà parassita del capitalismo nostrano che non ha niente a che vedere con quello europeo che sempre capitalismo è ma non medioevale.
Ci salveranno gli immigrati, lavorando a metà costo o comunque molto al di sotto delle categorie protette nostrane, fregandosene delle imposizioni delle associazioni di categoria.
I sarti, idraulici, muratori, elettricisti, pizzaioli, i dentisti ed altri sono già partiti, presto ne vedremo i frutti.
Se venisse una rivoluzione che tagliasse le teste a questi nuovi nobili parassiti protetti delle categorie che impongono le tabelle dei costi, finalmente vedremo le ghigliottine in piazza e ci sarebbe una vera democrazia.
Anche se con il capitalismo la democrazia è un’ utopia.
Se la Fiat vuole chiudere renda prima tutto quello che ha avuto dallo Stato in oltre 60 anni, ed i giovani lascino questo paese che è governato e gestito dalla mafia capitalista parassita e medioevale.
Per un comunista arrivare a dire che in questo Paese è impossibile fare impresa significa che siamo al capolinea della democrazia, al regime capitalista feudale.
Ai giovani, compreso mio figlio, dico una cosa sola, andatevene. 

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Una Risposta

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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