Il 30% di noi, popolino, vive quotidianamente con i propri problemi. Poi ci sono gli esperti che ne parlano e scrivono, poi quelli che dovrebbero risolverli e quindi quelli che se ne fregano. Non avendo problemi.


Alle volte, tra giornali e tv, mi sembra che ci siano più esperti, studiosi, dei nostri problemi che vittime dei problemi stessi. Se mettessimo in concreto il 10% delle chiacchiere o di quello che si scrive sui problemi della massa avremmo già risolto tutto.
Sembra che ci siano più esperti o presunti tali che disoccupati, precari. Abbiamo persino vallette ospiti in tv che ci dispensano il loro punto di vista specialmente in caso di assassini o di violenze varie, come se fossero tutte laureate in psicologia.
Non ci manca nemmeno l’approfondimento di Vespa con tanto di ricostruzione plastica dei luoghi dei delitti.
Adesso è tempo di vacanze, per chi può andarci, ma la mia impressione è che ci siano più esperti di viaggi o vacanze che vacanzieri che ci consigliano mete, itinerari e pure quando è il momento migliore per partire.
Tutto ciò mi fa tornare in mente la genialità di Massimo Troisi e la Smorfia, quando fecero la scenetta sui bassi di Napoli.
Lo studioso che faceva l’inchiesta era interpretato da Lello Arena che ad un certo punto se la prende con un abitante dei bassi, che si lamenta di essere costretto alla convivenza dei topi e faceva un elenco dei problemi concreti con i quali battagliava quotidianamente. Voi non potete capire, diceva l’abitante dei bassi, se non ci si vive non si può comprendere.
Lo studioso, Lello Arena, si alterò e disse: cosa ne volete sapere dei vostri problemi! Noi è da vent’anni che li studiamo.
Mi sembra di essere in un film surreale, viviamo in mezzo ai problemi ma ci vuole lo studioso che ce li spieghi.
Non dico che si diano una mossa quelli che non avendo problemi se ne fregano ma almeno quelli che li vivono o che dovrebbero risolverli dovrebbero battere un colpo.
Basta chiacchiere.

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Una Risposta

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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