Oggi non so di cosa scrivere e, quindi, non farò arrabbiare nessuno. Do una occhiata al Corriere.


Il titolo giusto del post era: Oggi non so di cosa scrivere e, quindi, non farò incazzare nessuno, ma c’è un sito che mi censura e d ho scritto arrabbiare.
Quasi tutti i quotidiani italiani sono come la pizza 4 stagioni vanno bene sotto qualsiasi regime tanto si limitano ad appoggiarlo chi in maniera smaccata e chi tra le righe, ognuno serve il tavolo al quale è interessato.
Ma il Corriere, oltre alle quattro stagioni, copre tutte le latitudini. Ha messo la camicia nera ai tempi del fascismo, quella rossa verso la fine della Resistenza, il cappuccio della P2 dal 1977 al 1981 quando era direttore Di Bella che, finito il servizio, ha dovuto dimettersi appena si è scoperto che era iscritto alla loggia di Gelli.
Più confindustriale del Sole 24 ore, il Corriere, si è sempre distinto per una sottile, defilata ma incessante propaganda per il capitale ed i poteri forti.
Mai stato sguaiato come Studio Aperto o ridicolo come il Tg4 ha accompagnato la discesa in campo del piduista con affetto e comprensione, non che sia berlusconiano in senso stretto il Corriere è filo poteri forti del momento chiunque essi siano, basta che sia capitalismo spinto e loro ci sguazzano che è un piacere, la democrazia è un palliativo e l’importante è condire la maggioranza silenziosa che ha i Bot ed i Cct, immobili ed investimenti.
I disoccupati, precari, esodati, quelli con il contratto a termine fanno solo statistica, servono a salvare le banche.
Oggi, sul Corriere on line, ci sono due marchette, un modo di dire quando l’articolo serve a propagandare i potenti, uno dedicato a Visco governatore della Banca D’Italia e l’altro legato alla Spending review, pensate piace a 7 elettori su 10.
Evidentemente non sono dipendenti statali, della sanità.
Nessuno nega che tra i dipendenti statali o della sanità ci siano dei, grossi, problemi ma per risolverli si dovrebbe cominciare dall’alto dove c’è il marcio che conta e che costa senza prendersela, come sempre, con i lavoratori.
Per la cronaca io non sono mai stato contattato da qualsivoglia sondaggio e quindi non rientro tra i 7 elettori su 10 ai quali piace il masochismo, catene, bende, corde al collo e tutto il campionario dei giochi erotici di Monti che non fanno qualche vittima ogni tanto, come succede nel sesso sfrenato, ma decine di migliaia alla volta.
Eppure il 25 aprile del 1945 uscì un editoriale di Dino Buzzati con la foto che vedete sopra.

25 Aprile 1945: l’editoriale sul Corriere della Sera scritto da Dino Buzzati

Ma la P2 era ancora un embrione che Gelli ha curato amorevolmente.
LA LOGGIA MASSONICA P2.

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