Parma ci voleva, ci contavo nella vittoria di Pizzarotti per vederli all’opera. Si dice che Parma ha voluto il cambiamento, questo non è vero secondo me e ne spiego il motivo.


Nei mesi scorsi i più attivi contro la giunta precedente e l’ex sindaco Vignali a suon di pentole e coperchi, come in Argentina, fu il movimento degli indignati guidati da Roberta Roberti che al I° turno ha ottenuto il 5,1%.
Bernazzoli, tra il primo ed il secondo turno, ha tenuto i suoi voti ed abbiamo visto che non sono bastati, al centrosinistra sono più di vent’anni che i voti non bastano mai per vincere a Parma quindi, per me, non c’è nessuna novità.
Al primo turno Pizzarotti ha ottenuto il 19,5% e nel secondo ha sbaragliato l’avversario, come abbiamo visto e ne prendiamo atto.
Il cambiamento auspicato dagli indignati contro la vecchia politica, non dimentichiamo che Bernazzoli per chi vuole il cambiamento rappresenta l’altra faccia della medaglia della vecchia politica, è avvenuto guarda caso con i voti della destra e dell’Udc, pure qualcuno dell’Idv ha partecipato alla festa.
Prendo atto dell’incapacità di Bernazzoli e del centrosinistra di attirare nuovi elettori, prendo atto che l’esposizione mediatica del Movimento 5 Stelle ha un valore aggiunto da non sottovalutare ma sta di fatto che il centrosinistra ha tenuto i suoi voti, voto più voto meno non fa la differenza, mentre il neo sindaco ha moltiplicato i suoi.
Non so se gli farà piacere, ma resta il fatto che i voti che lo hanno portato alla vittoria sono quelli della destra, la stessa destra che ha distrutto e ridotto in macerie Parma.
Qualcosa non torna, dal mio punto di vista, ma è presto per capire come e perchè.
Premesso che mi auguro che Pizzarotti rappresenti veramente la svolta per Parma ed abbiamo un anno di tempo per valutare come si muoveranno e tirare qualche conclusione prima delle elezioni del prossimo anno, se così fosse, in positivo, non escludo che potrei votarli anch’io l’anno prossimo, in ogni caso buon lavoro.
A Milano abbiamo Calise, del Movimento 5 Stelle, che un giorno si e l’altro anche critica Pisapia, dall’alto della sua esperienza, perchè non è abbastanza sul territorio, a contatto con i cittadini, come se le assemblee pubbliche non fossero sufficienti e Piasapia con i suoi assessori dovesse suonare porta a porta per spiegare l’area C o quant’altro.
Dicono di fare politica per la gente e con la gente del territorio, come faceva il vecchio Pci della prima repubblica, criticano il governo Monti, come faccio io, ma per ragioni diverse che non è il caso di elencare adesso.
Faccio solo notare che Pizzarotti ha detto che la sua squadra sarà formata da tecnici, non solo, pare che di questi tecnici nessuno sia di Parma con buona pace del legame sul territorio. Mi auguro che i tecnici ingaggiati da Pizzarotti abbiano anche un progetto politico e non solo tecnologico, anche il governo Monti ha tanta tecnologia al suo interno ma manca proprio dell’elemento più importante, il progetto politica.
Pizzarotti è diventato un fenomeno globale, gli hanno dato il pallone d’oro prima ancora che giocasse una partita, spero solo che abbiano ragione loro e torto, marcio, io.
Da qui cambieremo l’Italia, dicono a Parma, mi accontenterei per adesso che cambino Parma ed il fatto che i voti del cambiamento arrivino dalla stessa destra che l’ha portata allo sfascio per oltre un ventennio non mi pare una buona prospettiva.
Una delle critiche più feroci verso il governo Monti ed il Presidente Napolitano è che il suo governo non è di eletti, rappresenta il fallimento della politica, e viene considerato un mezzo colpo di Stato.
Anch’io critico Monti ma per tutt’altre ragioni.
Spero che i tecnici proposti da Pizzarotti siano eletti, quindi legittimati, ma spero ancora di più che abbiano un progetto politico perchè governare oltre al fatto tecnico è un problema politico dato che si può governare con politiche di destra, progressiste o di sinistra e permettetemi di dire non è la stessa cosa.
Ad ogni modo da Parma arrivano due certezze, la prima è che Pizzarotti ha vinto alla grande e con merito, la seconda è che Parma è rimasta dov’era da oltre vent’anni, a destra.
Per me l’aspetto più grave di queste elezioni, che si ripete da un ventennio, è che il vero vincitore è l’astensionismo sempre più elettori non vanno alle urne, non si prendono la responsabilità, si rifiutano di usare gli strumenti della democrazia per tenersi lo spazio per criticare tutto e tutti in un populismo e un’antipolitica che non promette nulla di buono. Spero solo che non ci sia una nuova marcia su Roma, la storia insegna che di solito populismo ed antipolitica se non portano al fascismo portano al berlusconismo.
Anche Berlusconi era il nuovo che avanza.
Ho visto all’opera i democristiani per decenni, qualche traballante governo di centrosinistra, quasi impotente, nell’ultimo ventennio. Ho visto un possente centrosinistra guidato da Craxi che ha distrutto l’Italia ed ho visto la nascita della sua creatura, il berlusconismo.
Sono ancora qui, auspico un cambiamento ma avrei avuto piacere che non venisse dalla stessa destra che ha demolito l’Italia.
Ma questo è il mio modo di vedere la politica, non è una ricetta e non sono un dottore che consiglia una medicina.
Parma a destra era ed a destra rimane, se poi tutti i giornali lo chiamano cambiamento facciano pure, lasciamo pure che il Fatto Quotidiano canti vittoria dopotutto è da anni che tira la volata al vincitore.
In bocca al lupo a Parma, che il cambiamento abbia inizio, speriamo che non pensino di governare con le class action, la politica è un’altra cosa.

Più informazioni su: , , , , , .

Me lo auguro, anche se non sembra, se non altro per Parma, che ha voluto fermarsi a destra per sentirsi più sicura. Certamente non saranno corrotti come la giunta Vignali, ma gli indignati di Parma tengano a portata di mano pentole e coperchi perchè destra e capitalismo danno sempre gli stessi frutti.
Il Pd, il centrosinistra,  a Parma ha commesso degli errori ma qualcuno dica a Travaglio che Parma è a destra da decenni, immobile, e che a Parma c’è la Parmalat di Tanzi spartito suonato e cantato da anni da un comico eccezionale, Beppe Grillo.
Per quelli come me la Staligrado d’Italia era Sesto San Giovanni, prendo atto che adesso è Parma. Sesto la conosco molto bene, ci ho vissuto e ci è nato mio figlio, adesso conoscerò Parma. Dalla Stalingrado dei rossi alla Stalingrado dei neri.
Certo che il Pd, commentando i risultati, ha confermato di non avere capito niente.
C’è un astensionismo al 50%, il problema non è Grillo è l’incapacità del centrosinistra di fare proposte serie e concrete sull’acqua, il territorio, ed altro. Dica chiaramente da che parte vuole andare, che posizione prende contro il capitalismo globale finanziario e parassita.

About these ads

Una Risposta

  1. […] ha tenuto i suoi voti ed abbiamo visto che non sono bastati… Continua a leggere la notizia: Parma ci voleva, ci contavo nella vittoria di Pizzarotti per vederli all’opera. Si dice che Pa… Fonte: […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: