La Fiat e l’Unità, L’Unità di oggi e la campagna contro la Marelli per la democrazia. Un Carniti, smemorato, che dice: Nuovo stile Fiat. C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole anzi, d’antico.


Ho iniziato a leggere l’Unità nel 1972 e nel 1974, o giù di lì, mi sono iscritto al Partito presentato da un amico-compagno. Durante la militanza nel Pci ho fatto anche il diffusore, ogni domenica mattina ci trovavamo in sezione per dividerci le strade del quartiere e si faceva la diffusione a domicilio arrivando anche a 200/ 250 copie.
E’ stato il mio giornale sino al 1990 e poi sono passato a Repubblica quando mi sono reso conto che la sinistra storica andava dividendosi discutendo sul sesso degli angeli dimenticando la lezione di Gramsci che non per niente aveva chiamato il suo giornale L’ Unità, un obiettivo ed un impegno.
Ho conosciuto immigrati dal sud e dal nord, immigrati in cerca di un lavoro a Milano o a Sesto San Giovanni, che hanno imparato a leggere con l’Unità e si sono fatti una cultura, la coscienza di classe l’avevano già nella coscienza quella che oggi si chiama Dna.
Il circolo e la sezione erano pieni di compagni che leggevano il giornale, caffè, sigaretta, brioche ed almeno un’ora di lettura poi si discuteva o si faceva una partita a carte se non c’erano iniziative in ballo.
Questa era la forza dell’ Unità intesa come giornale, qualcuno ci aggiungeva anche il Manifesto ed anni dopo Liberazione, Carta e così via.
Non so quante copie venda Liberazione, so del Manifesto in crisi ma, se dovessimo misurare la democrazia con le testate dei giornali direi che siamo al top, abbiamo più giornali che lettori.
Nel 1994, quando ho sentito il profumo, ammaliante, della P2 sono tornato a leggere l’Unità per cercare un riferimento che mi mantenesse lucido e coerente nel contrastare l’avanzata della P2 che nel frattempo da associazione illegale e condannata dopo la costituzione della Commissione della Anselmi era andata al governo ed aveva riesumato i fascisti che sino ad allora erano ritenuti impresentabili.
Il tutto grazie a Berlusconi, tessera P2 N° 1816 ed ai suoi complici, avvocati, compari di bisbocce e di traffici di affari ma in modo particolare esperti in evasione fiscale e nella propaganda deviante.
Certo non potevo leggere l’Avanti per tenermi aggiornato in fatto di piduisti era più invaso del Corriere della sera di Di Bella.
Pochi giorni fa in due stabilimenti Fiat, la Marelli è della Fiat, hanno proibito l’esposizione dell’Unità nella bacheca del sindacato e sentire un ex sindacalista come Carniti dichiarare: Nuovo stile Fiat, mi ha fatto capire come mai la sinistra, come la intendo io, sia caduta così in basso.
La Fiat è sempre stata così, Marchionne è solo l’ultimo dei manager che tenta di estromettere il sindacato dalla fabbrica e di azzerare i diritti dei lavoratori come ha sempre fatto la Fiat durante il fascismo e dopo la liberazione, Valletta era molto peggio di Marchionne e che Carniti da ex sindacalista non se lo ricordi è un fatto gravissimo perchè senza memoria si perde la strada, si viaggia a fari spenti in cerca di sorprese anti democratiche.
Pensate che l’Unità veniva diffusa clandestinamente in fabbrica anche durante il fascismo e dovremmo preoccuparci per un divieto di esposizione in bacheca?
Ok, anche se è antidemocratica la posizione della dirigenza Fiat potrebbe essere l’occasione per comprarne qualche copia in più, so che costa 1,20 euro ma si potrebbe comprarne una copia in due e leggerla a turno, sarebbe più utile e serio che farsi fotografare mentre si legge l’Unità per qualche giorno e poi tornare a Repubblica o il Corriere, spero non a Sorrisi e canzoni o i quotidiani del piduista.
E’ il principio di libertà che conta ma il principio di libertà non è propaganda è azione di ognuno di noi e se ritieni che vada difeso vai a comprare l’Unità in edicola. Dico l’Unità perchè  è l’Unità che hanno proibito di esporre in bacheca.
Se fossi un lavoratore della Marelli, della Fiat, comprerei a mie spese  una copia di Libero o del Giornale e la esporrei in bacheca per vedere l’effetto che fa.
Smettiamola con questa solidarietà pelosa ed a tempo, se riteniamo che il giornale vada difeso andiamo a comprarlo in edicola come faccio io, specifico che non faccio l’abbonamento per via del fatto che comprare il giornale per me è un rito al quale non rinuncio mai nemmeno quando sono in ferie.
A questo proposito racconto due aneddoti. Tanti anni fa sono andato in vacanza a Narro, i miei avevano una casa lì che adesso è di mio fratello.
IL paesino è in alta Valsassina e l’unico negozio del paese, che vende di tutto e quindi anche i giornali che arrivavano con l’autobus, non aveva l’Unità solo Corriere, Giorno ed i soliti settimanali di gossip.
Chiesi al negoziante se si poteva avere una copia dell’Unità ed il tipo, che allora era democristiano e poi è diventato leghista, mi rispose stizzito che l’Unità non la leggeva nessuno e lui di procurarne  una copia non ci pensava nemmeno, se vuole vada giù a Taceno  che c’è l’edicola.
La piccola discussione attirò l’attenzione dell’autista dell’autobus che portava la decina di giornali ordinati  dal negoziante  e si offrì di portarmi lui personalmente una copia dell’Unità. Mi chiamò immediatamente compagno, te la porto volentieri mi disse, almeno non faccio il viaggio per niente.
La stessa cosa mi successe in un villaggio a Vieste dove c’erano anche i giornali tedeschi ma non l’Unità ed in quel caso fu l’ortolano del villaggio che si offrì di procurarmi il giornale. Non solo, l’ortolano era un grande estimatore di Giuseppe Di Vittorio ed ogni giorno prendemmo l’abitudine di scambiare due chiacchiere commentando i fatti della giornata, tra l’altro ogni volta che facevo la spesa mi faceva sconti esagerati, indecenti, ma questo lo fece dopo che seppe che ero un “suo” compagno.
Nel campeggio di Castiglione della Pescaia non ho mai avuto il problema, l’Unità era presente con più di cento copie al giorno ed immaginate come sono rimasto, decenni dopo, nel sapere che a Castiglione c’è una amministrazione di destra.
Il lavaggio del cervello era arrivato anche in Toscana.
Come ho già raccontato in un post ho partecipato a decine di riunioni con casa madre, la Fiat, ed una volta mi presentavo con il giornale in tasca e solo in una occasione un ispettore Fiat mi disse: ma tu ti presenti alla riunione con l’Unità in tasca?
A casa mia ognuno legge il giornale che vuole risposi.
Detto questo l’Unità deve camminare con le sue gambe, va bene mettere in risalto che certe decisioni sono un attacco alla democrazia, sempre che vengano colte dalla massa del popolino distratto dalla televisione, ed a rendere più forte l’Unità non sarà certo la propaganda che, anche oggi, è in prima pagina del mio giornale.
Lo dico con affetto, sono altre le strade per sostenere il giornale e la più semplice ed immediata è andare all’edicola più vicina.
La Fiat non vuole l’Unità in bacheca? E noi ne compriamo una copia a testa, ce la infiliamo in tasca con la testata bene in vista, vorrei vedere se passano al sequestro come durante il fascismo.
L’iniziativa della copia individuale l’hanno proposta ieri, con buoni risultati, non resta che andare avanti ed ampliarla senza dimenticare che lo potrebbero fare anche meglio il giornale che Antonio Gramsci ha fondato nel 1924. 

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8 Risposte

  1. In linea generale il tuo discorso fila. Non fila, invece dal punto di vista legale. La bacheca sindacale è territorio dei sindacati ed in quel territorio nessuno può proibire alcun che senza violare principi di legge costituzionalmente protetti. La Fiat non può proibire l’esposizione dell’Unità nella bacheca sindacale senza essere portata di fronte alla magistratura per violazione dei diritti l’Italia è arrivata a questo stato perchè troppe volte abbiamo lasciato fare senza difendere i diritti di libertà cosituzionalmente protetti. Il quieto vivere, quello dell’attuale sinistra governativa, mi dispiace, non può essere accettato. Come non può essere accettato che il sedicente comunista sindaco di Torino, proprio nel giorno in in cui un manifestante cade da un traliccio per difendere il suo diritto di cittadino di manifestare, parteggi per la costruzione della TAV. Per far mangiare chi, Impregilo? Ma il sindaco di Torino, è come il suo precedente compagno che ha decantato i meriti di Marchionne. Ecco a me, questa sedicente sinistra fa schifo! Spero anche a te.
    Ciao, da compagno a compagno!

    • Lo so, ma io mi rivolgo alla massa proletaria, prima di affidarci alla legge dobbiamo metterceli bene in testa quali sono i nostri diritti e che cosa significhi democrazia altrimenti deleghiamo la politica alla magistratura. E Marchionne ha più avvocati di noi, basta vedere il rifiuto della sentenza che obbliga la Fiat a riprendere i tre operai in Fiat.
      TI risulta che i loro colleghi abbiano indetto uno sciopero generale per far rispettare la sentenza?
      Se così fosse io me lo sono perso.
      Ciao compagno.

  2. Ciao, Nat. Alla tua domanda sul perchi gli operai Fiat non abbia espresso solidarietà partecipata ai tre compagni di lavoro Fiat lasciati fuori dalla fabbrica dalla dirigenza nonostante una sentenza della magistratura, sai, come me che è facilissimo rispondere. Sono gli stessi motivi per i quali gli stessi operai, i loro sindacati ed i partiti di opposizione in pochi giorni fecero dimettere il famigerato governo Tambroni mentre hanno subito pazientemente i governi Berlusconi per circa 18 anni quantunque fossero di gran lunga peggiori e più pericolosi del governo Tambroni. Tra l’altro, i fascisti c’erano in entrambi i casi.
    Quindi, le domande retoriche lasciamole ai professionisti del giustificazionismo.
    Credo che entrambi siamo persone serie per evitare un dialogo di basso livello a beneficio del qualunquismo del quale non abbiamo proprio bisogno. Tu hai lo svantaggio, in materia, di essere più giovane e di conoscere certe cose per averle diligentemente lette. Io le ho vissute.

  3. Non credo proprio che tu voglia arrenderti e lasciare che siano altri a informare in modo indecente. Guarda che dovrei essere io a smettere, ad arrendermi. Ma non ho nessuna intenzione di farlo sino a quando riuscirò ancora a scrivere un pensiero di senso compiuto che faccia capire anche solamente ad uno che lo legga che la storia italiana è molto più complicata di quanto vorrebbero far credere i soliti quacquaraquà. stipendiati per fare disinformazione, mentre i Manifesto muore.
    Ciao

    • Ogni tanto sono sfinito, provo a fregarmene e poi basta un titolo di giornale, una notizia falsa e tendenziosa e ricomincio.
      Ma la stupidità della massa mi sfianca, non è la destra o la lega è la massa inerme e piena di dubbi, come se avesse chissà che cosa da perdere.
      Per il Manifesto mi spiace ma è un giornale di elite come Lotta comunista, quasi da addetti ai lavoro o da studiosi, non lo so ma mi sa tanto di intellettuale comunista irraggiungibile.
      Tosto è tosto, ma la maggioranza guarda Sanremo.
      Ciao.

  4. Vedi Nat. Quando spesso mi succede di vedere quanto, le persone siano superficiali, e parlino per slogan che si sentono in giro, la cosa mi mette di malumore,sono infastidito perchè le mie lamentele quando parlo con i colleghi vengano banalizzate dandomi del comunista. Allora succede che vengo qui e leggo te, e poi leggo per fortuna anche altri che finalmente danno valore aggiunto a quanto dici, allora mi riprendo, mi tiro su di morale.
    Per fortuna non tutti sono uguali
    ciao

    • Anch’io spero che venga dato più peso alle parole, ai fatti ed alla storia.
      Se non si è qualunquisti si è comunisti, altro non sanno dire.
      A me non lo dicono più perchè sanno che è un complimento.

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