E’ ufficiale, abbiamo più centri commerciali che chiese. E le chiese le costruiscono da 2000 anni.


Leggo su Bresciapoint: 

Brescia, al via 4 nuovi centri commerciali. Ma servono?

Mi sono immediatamente chiesto se la delibera regionale e quella comunale abbia previsto anche la costruzione di nuovi consumatori o l’aumento della possibilità di spesa degli attuali.
A parte il fatto che non c’è in giro un euro, naturalmente mi riferisco alla massa di precari, disoccupati, precari da partita iva, pensionati, insomma la gente normale e non il 10% di famiglie italiane che detengono il 50% della ricchezza nazionale che, certamente, non sono frequentatori dei centri commerciali.
Non possiamo contare su di loro per muovere i consumi ed uscire dalla recessione, non credo che mangino 18 volte al giorno o che distruggano gli arredi ed i elettrodomestici delle loro ville ogni sei mesi, al massimo cambiano il Suv quando finiscono in un fosso dopo aver bevuto o tirato di coca.
Per muovere i consumi, uscire dalla recessione, si devono dare più soldi a chi non ne ha ed avrebbe serie esigenze di acquistare qualcosa, dagli alimentari alle scarpe per i figli, al cappotto, alle calze di lana, visto che andiamo incontro all’inverno.
C’è da considerare anche la classe media, quella in via di estinzione che qualche soldo, magari, ce l’ha ancora.
Dobbiamo convincerli a prendere a martellate il frigorifero, la lavatrice, la lavastoviglie, il secondo o terzo televisore di casa, partendo dal più vecchio che non è un HD.
Si devono portare in casa un animale non domestico che gli mangi i mobili, i divani, che la filippina faccia cadere tutti i piatti del servizio compresi i bicchieri, allora si che l’economia si muoverebbe anche se è notorio che, molto spesso, chi ha soldi da spendere è più rabbino di un genovese.
Lo dico con simpatia, pare che il dna del braccino corto sia più in certi benestanti che nella povera gente, di solito la massa ha il braccino corto di Stato, nel senso che già guadagnano poco ed in più vengono tartassati.
Il sorpasso dei centri commerciali rispetto alle chiese è un fatto epocale anche perchè le chiese sono in costruzione da 2000 anni i centri commerciali proliferano come funghi da 30, 35 anni a questa parte.
Più che un sorpasso è una epidemia che ha già ucciso migliaia di negozi e distrutto mezza foresta amazzonica, non c’è casella di posta nella mia zona che non sia piena di volantini, cataloghi, giornali direi con le varie offerte e promozioni che supermercati e centri commerciali della mia zona, ed oltre, propongono ai consumatori.
Mi risulta che siano sempre quelli, i consumatori, quindi tutto questo spreco di carta colorata con l’offerta del formaggino a metà prezzo o del detersivo paghi due e prendi tre sia una esagerazione.
tra l’altro sembra si mettano d’accordo, abbiamo fatto cartello, se il  centro commerciale XXXXX fa una promozione dall’1 al 7 dicembre il centro YYYYY la fa dall’8 al 16, il supermercato WWWWWW si prende dal 17 al 25.
Da tutto ciò ho ricavato una ulteriore conferma, non che ne avessi bisogno, che Pasolini era un genio e non sarà mai rimpianto abbastanza.
C’era ancora la televisione in bianco e nero, i supermercati non erano ancora nella mente degli architetti, gli investitori si dedicavano ancora alla produzione e non alla speculazione e Pier Paolo Pasolini spiegava in televisione e nei suoi scritti che noi, come persone, non abbiamo nessun valore, per il sistema di allora che si è evoluto ed è ancora in vigore ed alludo al capitalismo parassita, al liberismo sfrenato affidato al mercato che ci ha messi in miseria, ovviamente alludo alla massa, ma abbiamo valore in quanto consumatori.
Più consumiamo e più godiamo della considerazione del sistema.
Ripeto in sintesi perchè l’ho fatta troppo lunga, noi come persone non abbiamo nessun valore, abbiamo valore solo in quanto consumatori.
Noi, p
ensionati, disoccupati, precari, giovani senza un lavoro, donne emarginate dal mercato del lavoro e poveri siamo avvisati, se non spendiamo, se non consumiamo, per il sistema capitalistico del libero mercato e della finanza parassitaria possiamo anche morire senza nessun rimpianto da parte dell’economia, dello Stato, di chi ci sta intorno.
Accontentiamo dell’affetto e del rimpianto dei nostri cari ed amici, non avremo consumato abbastanza per godere della stima del sistema capitalista ma ci saremo consumati nel tentativo di sopravvivere e di dare un futuro ai nostri figli.
Alle borse, ai mercati, detto tra di noi che cazzo gliene frega?
Non cercate di fare automobili che facciano 40 km con un litro, fatele come i Suv 3 km al litro sono più che sufficienti per l’ingordigia del mercato e dei parassiti.
Così va il mondo, pare pure che stia bene alla maggioranza dei cittadini.
Chi è quel pirla che non ha un telefonino di ultima generazione?
Scusate, non era presunzione, non volevo auto citarmi.
P.S. HO letto adesso e faccio una aggiunta al post. Dalla Repubblica di oggi una intervista inedita di Pasolini ripresa dall’Espresso, riporto una domanda e la risposta:
C’è un disfacimento comunque nella società di oggi, vero?
Considero il consumismo un fascismo peggiore di quello classico, perchè il clerico-fascismo in realtà non ha trasformato gli italiani, non è entrato dentro di loro. E’ stato totalitario ma non totalizzante. Solo un esempio vi posso dare: il fascismo ha tentato per tutti i vent’anni che è stato al potere di distruggere i dialetti. Non c’è riuscito. Invece il potere consumistico, che dice di voler conservare i dialetti, li sta distruggendo.
Stoccolma, 30 ottobre 1975.
Domani 1° maggio sono aperti, devono vendere.

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14 Risposte

  1. Ciao. Io sono uno di quei pirla che non ha un telefonino di ultima generazione e, quindi, concordo con la tua analisi micro e macroeconomica, soprattutto col richiamo all’aspetto sociale. Ogni volta che nasce un nuovo centro commerciale, di solito nelle periferie delle grandi città o, comunque, lontano dai centri abitati, chiudono tanti negozi nei paesi e nelle città viciniori che, sino ad oggi, hanno svolto una funzione propriamente sociale per le persone anziane, per chi fa fatica a muoversi ed anche per chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese, per mezzo di quella solidarietà umana che esiste ancora tra il gestore di un piccolo negozio ed i suoi clienti.
    Ho qualche riserva, invece, sull’abbinamento centri commerciali chiese. Mi piacerebbe che ci fossero più scuole che chiese che, in Italia, abbondano sicuramente più dei centri commerciali.
    Napoleone la prima cosa che fece quando scese in Italia, la prima cosa giusta che fece, fu quella di aver trasformato molte chiese in altrettante scuole in tutti i paesi, anche in quelli più sperduti dove, guarda caso c’era la chiesa ma non c’era una scuola.
    Conosco una frazione di un piccolo paese di montagna dove, appunto, non c’era la scuola e la chiesa, che invece c’era, fu coattivamente trasformata in una scuola. Quella Chiesa-scuola,restò tale sino a pochissimi anni fa, non più di 10, prima che gli amministratori locali decidessero di fare edificare un edificio scolastico vero con le caratteristiche di una scuola.Il che la dice lunga di quanta poca importanza, a qualsiasi livello, la politica attribuisce alla cultura.
    Forse considererai il mio commento fuori tema ma, se rifletti, ti accorgerai che non è così. Infatti se ci fossero più scuole e più insegnanti veri ai quali dare molta più considerazione sociale, anche economica, forse non avremmo tanti ignoranti, compresi quelli che nei due giorni precedenti si sono esibiti in Parlamento; avremmo meno razzisti violenti anche a Roma ed a Firenze oltre che nella “padania” inventata da coloro che non conoscono nè la storia e nemmeno la geografia!
    Buona giornata.

    • No, assolutamente non è fuori tema, hai ampliato il discorso con una osservazione pertinente. Letta la notizia e considerata la mia casella della posta intasata dalla pubblicità di supermercati e centri commerciali, ho fatto questo parallelo istintivo. Tutto qui.
      Sono certo anch’io che non saranno i centri commerciali a darci la cultura che ci manca ed è proprio per tenerci nell’ignoranza che il sistema ci sommerge di centri commerciali e demolisce la scuola pubblica.
      Quella privata cattolica no, serve per forgiare i nuovi futuri dirigenti dello Stato e dell’economia.
      Ciao, Cordialdo, se ne avessimo il tempo dovremmo passare 20 ore al giorno a scrivere di anomalie, volute dal sistema, nell’indifferenza più o meno generale.
      Sai dirmi dove costa meno lo zucchero? Qui c’è gente che per risparmiare 10 euro con le offerte ne spende 25 di benzina.

  2. Concordo cone te e con Cordialdo.
    La scuola prima di tutto, unico strumento per utile per evitare il proliferare di entri commerciali, ignoranti in posizioni dominanti, governo del denaro, delinquenza, razzismo, aumento della povertà.
    E’ un caso secondo voi che la scuola sia stata cosi depotenziata? Ovviamente non è un caso è una precisa strategia!

  3. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    • Belle considerazioni. Alle quali mi permetto di aggiungerne una mia…ma non è meglio non avere troppe chiese? :-) :-)
      In fondo se il centro commerciale è il simbolo del “consumismo”, la chiesa lo è della “superstizione”. E non capisco perché i sedicenti maghi vengano osteggiati, mentre i seguaci di quest’altra forma di occultismo del tutto irrazionale e probabilmente (ehm… quasi certamente) falsa prosperino e raccolgano fedeli ed offerte oggi come nel medioevo…. Davvero, io direi: meno centri commerciali sì… e meno chiese pure!

      • Vinnie ho studiato dalle suore e dai salesiani, sono ateo e mi sono espresso più volte sulla questione.
        Il paragone con le chiese, tenendo salde tutte le considerazioni esposte nei commenti qui, mi è sorto spontaneo in fondo le costruiscono da 2000 anni, ed il proliferare di centri commerciali e supermercati è stridente data la situazione economica che stiamo vivendo.
        Se esistesse un Dio penso che, da tempo, avrebbe fulminato con le sue saette certi personaggi.
        Io, se fossi Dio, splendida canzone di Giorgio Gaber rende in pieno l’idea.

  4. […] mi riferisco alla massa di precari, disoccupati, precari da… Continua a leggere la notizia: E’ ufficiale, abbiamo più centri commerciali che chiese. E le chiese le costruiscono da 2000 … Fonte: […]

  5. La costruzione di questo gran numero di centri commerciali è il mezzo che la grande malavita usa per riciclare un’enorme quantità di denaro sporco! Non importa che gli affari girino o meno nelle nostre tasche. l’importate è che queste strutture rendano ai costruttori corrotti o compromessi col crimine organizzato. E’ esemplificativo il fatto che vengano costruiti anche per soffocare le piccole attività commerciali che fino ad ora hanno sostenuto la nostra piccola economia! Non stiamo parlando di una mera attività finanziaria, sia pure speculativa, ma di una colossale azione delinquenziale, che ha lo scopo di sopprimere il diritto dei cittadini ad una vita decente!

    • Ci siamo, hai colpito nel segno, è una enorme lavatrice dei soldi delle mafie, al plurale è l’unica cosa che siamo riusciti a moltiplicare negli ultimi decenni.
      Qualche anno fa, anni 90, a Milano si erano infiltrati nelle concessionarie auto, non si capiva come potessero vendere lo stesso modello a cifre inferiori, poi ci ha pensato la magistratura a spiegarcelo, sono finiti su Mi manda Rai tre perchè sono spariti con i soldi dei clienti.
      Non se ne ricorda più nessuno.

  6. Eh basta !!
    Ben vengano i centri commerciali ed il lavoro il 1° maggio !! Io personalemte da anni lavoro volontariamente il 1° maggio!!
    Finiamola con questa retorica, lasciate scegliere ai lavoratori cosa vogliono fare non alla Camusso e le sue squadracce formate da centro-sociali, antagonisti e comitati di base !
    Ritorniamo padroni di noi stessi, avanziamo la proposta di scogliere i sindacati e lottiamo perchè si possa (volontariamente) lavorare fino a 72-84 ore settimanali.
    Sapete perchè non lo concedono ??
    Hanno paura che ci sia la ressa !!

    • Con la crisi che c’è è anche probabile. Certo che puoi anche suicidarti di lavoro senza che ti fermi nessuno.
      Non vorrei che per sbaglio ti riesca un commento nel merito del post. Una volta ogni 10 anni, magari.

  7. NON SONO QUI PER SOSTENERE L’UTILITA’ DEI CENTRI COMMERCIALI…..PERO’ CONSENTITEMI DI SOSTENERE L’INUTILITA’ OFFENSIVA DELLE CHIESE ! OPERE FARAONICHE COSTOSISSIME (OVVIAMENTE SULLE SPALLE DEI CONTRIBUENTI) CHE TANTO INNEGGIANO E PREDICANO SOLIDARIETA’ AI POVERI, CONTRO I QUALI SONO IN NETTO CONTRASTO CON IL LORO RILUTTANTE SFARZO ARCHITETTONICO. PER COERENZA E SERIETA’ DI QUANTO SI PREDICA, UNA CHIESA DOVREBBE ESSERE UNA MODESTA STRUTTURA ATTA A RACCOGLIERE UN DETERMINATO PUBBLICO DI FEDELI. AGGIUNGO…LE CHIESE NASCONDONO IPOCRISIA IMPERANTE, AD ALTRO NON SONO SERVITE CHE A PROTEGGERE PRETI PEDOFILI, GRAVIDANZE INDESIDERATE FRA LE RELIGIOSE ED OVVIAMENTE ABORTI CLANDESTINI, QUANDO NON SI PRATICAVANO GLI ABORTI (PERCHE’ ANCORA NON C’ERA LA CONOSCENZA MEDICA) SI PRATICAVA L’ABERRANTE SOPPRESSIONE DEI NEONATI, MI FERMO PERCHE’ SONO DELICATO DI STOMACO….PERO’ CONCLUDO….MEGLIO UN CENTRO COMMERCIALE CHE 10-20-50 CHIESE !!!

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