La mia remora privata, quella che mi ricorda di abbandonare il senso di superiorità della sinistra, mi ha mandato un documento.


l'anteamericano

Perché la sinistra sottovaluta l'elettorato

È ancora vero che gli italiani si dividono tra moderati o conservatori.

di Mario Margiocco

Può anche darsi che non si vada a votare troppo presto, ma di sicuro si è aperta una lunga campagna elettorale. Il centrosinistra è convinto di poterla chiudere con una vittoria: sarebbe nella norma dell’ultimo quasi ventennio, quando chi era al potere ha perso, per ben cinque volte di seguito.
Tuttavia, e proprio in omaggio a una giusta alternanza, è il caso di rammentare alcune caratteristiche dell’elettorato italiano che la sinistra, dal 1948 in poi, ha storicamente ignorato, a suo danno, e che il centrosinistra ha finora sottovalutato.
ITALIANI: MODERATI O CONSERVATORI. Il punto centrale è che l’elettorato italiano, a maggioranza, è moderato o conservatore. E non da ieri. Storicamente, la sinistra ha ignorato questo fatto perché nella sua cultura di un tempo, fino a 25 anni fa o poco più, moderati e conservatori contavano ormai poco, nella storia. È stato un grave errore di supponenza, come Luca Ricolfi ha ricordato in modo chiaro nel libro Perché siamo antipatici? La sinistra e il complesso dei migliori (Longanesi, 2005). Invece, moderati e conservatori contavano e contano. E sono una realtà e non un’onta, come si pensava a sinistra una volta. E neppure un arcaismo o un mistero buffo, come pensa ancora oggi qualcuno che poi vive tranquillamente immerso nella crème dei conservatori più agiati e nel loro stile di vita.
UNA VORAGINE DA COLMARE. Anche senza Berlusconi, e pur con diverse alleanze, non sarà una passeggiata rovesciare quel differenziale di 3 milioni e 300 mila voti, quasi il 10%, che segnò nelle politiche del 2008 lo scarto tra centrosinistra e centrodestra, a vantaggio di quest’ultimo, alla Camera. E questo nonostante scissioni e cambiamenti. Una “voragine”, la definiva il sociologo Piergiorgio Corbetta. Certamente si ridurrà molto, ma era una differenza enorme, che ricalcava quella del 1948.

A ciascuno il suo voto

Uno dei testi più illuminanti, e più ignorati, per capire ancora oggi la dinamica elettorale italiana, appartiene a un’altra epoca ed è racchiuso in una paginetta dei Quaderni di giustizia e libertà, stampati alla macchia a Parigi dal gruppo dei fratelli Rosselli. Siamo nel gennaio 1932 e in un articolo intitolato «Chiarimenti al programma» si spiega, sulla scorta del censimento 1921 delle famiglie, come mai la politica proposta allora dal Partito comunista italiano (collettivizzazione e dittatura del proletariato) non sarebbe mai passata in Italia con il voto, a fascismo finito.
Troppi italiani (artigiani, agricoltori proprietari, molti mezzadri, professionisti e altri ceti) avevano interessi ben diversi. Erano già, con le famiglie, la metà e oltre della popolazione. L’Italia, cioè, era un Paese troppo progredito, pur nella sua arretratezza, per seguire le rosse bandiere dei soviet. L’analisi, nel secondo dopoguerra, doveva rivelarsi perfetta.
LA PATRIMONIALE DI SINISTRA. Moltissima acqua è passata sotto i ponti, ma qualcuno tende a ripetere gli stessi errori. Soprattutto da sinistra sono venute recentemente idee di tassazione straordinaria sul patrimonio, per abbattere il debito pubblico in alcuni casi o per giustizia fiscale in altri.
Ora, tutto ciò può anche starci, se ben circostanziato, spiegato, realizzato. Ma in un Paese di grande ingiustizia fiscale e di “falsi ricchi”,  più davanti al fisco che nella realtà, il tema di una patrimoniale è pericoloso se non viene accompagnato da misure studiate per superare l’inattendibilità dei dati fiscali ufficiali, sia sul reddito che sul patrimonio.
Anche per la patrimoniale c’è il vizio di continuare a pensare a un’Italia divisa tra pochi ricchi e molti poveri che già non esisteva nel 1921, cioè 90 anni fa, e tanto meno esiste adesso. Con tutto il dovuto ai veri poveri, che esistono eccome.
ABBANDONARE LA SUPERIORITÁ. Riuscirà il centrosinistra a parlare ai moderati? Riuscirà a tenere quel 10% di voti fornito dalla sua sinistra “radicale” con il 30% o 40% della sua componente più centrista? Vedremo. Intanto non resta che auspicare, una volta per tutte, l’abbandono dell’abito mentale di una certa “superiorità” dovuta essenzialmente alla nobiltà delle proprie intenzioni e all’efficacia dei propri metodi.
È un retaggio del passato che non ha trovato conferma storica. E non resta che sperare nel parallelo abbandono del malcelato disprezzo che, come scattava un tempo per chi votava democristiano o simile, è scattato fino a ieri per chi ha votato Berlusconi o Lega. Ciascuno ha diritto al voto suo. E un voto, davanti ai sacri testi e all’eternità, purché onesto e rispettoso della legge, ne vale un altro. Altrimenti l’elettorato, come la mula del Papa, scalcia e si vendica.

Giovedì, 17 Febbraio 2011

Mario Margiocco è giornalista dal 1971, presumo sia laureato, ed ha il diritto come me di esprimere quello che pensa.
Io ho la terza media ed una visione diversa, faccio una analisi diversa, della situazione politica attuale e passata.
Condivido il fatto che la maggioranza degli italiani siano  moderati e conservatori, su questo non ho mai avuto dubbi.
Dissento dal fatto che non abbiano mai contato niente, sono quelli che dal 1946 al 1992 hanno governato l'Italia attraverso la Democrazia Cristiana.
La DC ha inglobato anche ex fascisti pur di conservare il potere ed i moderati sono stati coltivati in serre a milioni attraverso la chiesa e le parrocchie.
Analizziamo il complesso dei Migliori, la superiorità intellettuale della sinistra.
La rivoluzione sovietica nasce leninista, tutto il potere ai soviet, che erano poi i dirigenti di periferia nominati dai lavoratori ma più acculturati ed aggressivi.
Per spiegarlo in parole povere, sintetizzando, la rivoluzione l'hanno fatta quelli con più cultura che facevano da riferimento alla massa analfabeta o con poca cultura.
Gli asini e gli ignoranti non avrebbero mai potuto fare la rivoluzione, essi fanno una scelta di campo ideale, o seguire gli illuminati rivoluzionari o rimanere conservatori a difesa dei loro, piccoli, interessi.
La voragine da colmare, è una palla colossale.
Ho analizzato più volte le elezioni italiane e, quasi sempre, la conta dei voti da il centrosinistra maggioritario, la somma dei voti dei partiti di opposizione è superiore a quelli del centrodestra.
Purtroppo è frazionato, ne ho fatto anche un post riepilogativo e se lo trovo lo rimetto.
E' la legge elettorale con lo sbarramento che cambia le carte in tavola, anche per colpa del Pd, che lo ha condiviso.
Per vincere le elezioni in Italia bastano 1,5 milioni di voti e se consideriamo quanti ne influenza la televisione si spiega il tutto.
Il teledipendente medio viaggia sui 5 milioni al giorno, basta rincoglionirne la metà per vincere in eterno.
Nel frattempo ho trovato uno dei post con l'analisi ed il riepilogo dei voti, se volete leggere è qui:

A bocce ferme analizziamo il voto regionale 2010. Perche' l'astensione conferma il sistema, lo rende piu' forte.

A ciascuno il suo voto.
In Chiarimenti al programma si analizzano, nel 1932, le difficoltà del Partito comunista a portare avanti democraticamente la collettivizzazione e dittatura del proletariato.
Non dimentichiamo che Togliatti lanciò la vie democratica al socialismo, una sfida altissima che portò il PCI al 34% dei voti.
Trascrivo letteralmente:
Troppi italiani, artigiani, agricoltori, proprietari, professionisti ed altri ceti medi, avevano interessi ben diversi. L'Italia , cioè, era un paese troppo progredito, pur nella sua arretratezza, per seguire le rosse bandiere dei soviet. L'analisi, nel secondo dopoguerra, doveva rivelarsi perfetta.

Cioè, l'autore conferma che già nel 1932 i comunisti analizzavano la società italiana cogliendo il cuore del problema, l'autore presenta la questione in senso negativo.
Intanto preciso che molti artigiani, commercianti, agricoltori, professionisti e così via hanno ideali di sinistra e democratici ma la chiave di tutto è in quelle tre parole: interessi ben diversi.
Se tutti noi ragionassimo in base ai nostri interessi e non su basi di uguaglianza e giustizia, dove ognuno sia chiamato a partecipare in proporzione al suo reddito, io per primo non dovrei essere di sinistra. Fortunatamente non ho niente a che fare con precari, disoccupati, lavoratori Fiat, sfruttati ed ho una pensione ben oltre la minima, superiore alla media.
Secondo l'autore, che rispetto in quanto giornalista e letterato, la politica giusta, eticamente e moralmente, la fanno Bossi e Berlusconi perchè parlano agli interessi ed alla pancia della gente e coltivano i corporativismi, i privilegi delle caste lavorative, farmacisti tassisti,notai, commercianti ecc. ecc.
Senza dimenticare gli allevatori leghisti che hanno rubato per decenni sulle quote latte e adesso, Bossi e Berlusconi, fanno pagare le multe della Ue a noi.
Allora la politica giusta ed intelligente è quella clientelare della lega e del Pdl, partiti nati contro la corruzione ed il malaffare che in 18 anni hanno ampliato e organizzato in maniera più attenta agli interessi dei banditi, dei ladri, degli evasori e di tutti quelli che hanno interesse alle briciole delle varie mangiatoie.
Cosa ha a che fare un atteggiamento del genere rispetto all'uguaglianza, alla giustizia, alla partecipazione in base alle proprie possibilità alla gestione economica dello stato?
Dovrei ritenere che l'evasore, tutto sommato, ha interessi ben diversi dai miei e quindi vanno rispettati?
Io non mi sento un coglione perchè pago tutte le mie tasse, mi sento un cittadino onesto, e pur avendo interessi diversi dal precario, il pensionato alla minima, il disoccupato e così via, auspico contro il mio interesse, che ci sia un fisco più equo e la giustizia per tutti.
Non mi taglio le vene perchè pago più tasse di altri, significa che prendo di più.
La patrimoniale di sinistra.
Qui siamo al delirio fiancheggiatore dei parassiti. Il 10% degli italiani possiede il 48% della ricchezza del paese, se ci mettiamo gli evasori e la mafia arriviamo ben oltre il 70% della ricchezza totale e, l'autore, contesta la patrimoniale sui parassiti della borsa e dell'economia del paese , per abbattere il debito pubblico.
Cosa facciamo, aumentiamo di 2 euro al litro la benzina così il debito pubblico, le multe per le quote latte, le varie mangiatoie della lega le paga il popolino perchè la patrimoniale sui parassiti è una cosa che irrita la borghesia italiana e padana?
Mi sono stancato, ma devo chiudere con l'ultimo paragrafo: ABBANDONARE LA SUPERIORITA'.
Significa che il centrosinistra dovrà parlare alla pancia del paese, a tutti quegli italiani moderati e conservatori, tenendo presente che hanno interessi ben diversi, come ci ricordano tutti i giorni Bossi e Berlusconi.
Questo mai, per quanto mi riguarda, io vorrei che la sinistra, il centrosinistra, i sinceri democratici, parlassero al cuore ed al cervello della gente, parlassero di diritti, doveri, etica, morale pubblica, sacrifico e soprattutto di una cosa: LA SOLIDARIETA'.
Non la carità cristiana, che piace tantissimo ai moderati ed ai conservatori, quelli che hanno interessi diversi e se li coltivano molto bene e con ottimi risultati e poi, per ripulirsi la faccia e la coscienza, ovviamente per chi ne è provvisto, fa la carità.
Da le briciole agli uccellini padani, naturalmente quantità e tempistica la decidono loro, grazie al loro buon cuore.
Che un voto abbia lo stesso peso e lo stesso valore di un altro è fuori discussione, purtroppo il voto di un legista imbecille, razzista, egoista vale come il mio, è il prezzo da pagare alla democrazia, ma per favore, non mettiamolo sullo stesso piano, mi fate incazzare.
Dice l'autore: Altrimenti l'elettorato fa come la mula del Papa, scalcia e si vendica.
Non mettete il peso etico e morale del mio voto alla pari, come qualità, di quello di un pidiellino o di un leghista, farei come la mula.

P.S. L'anteamericano è un vermetto, somiglia a l'antiamericano. Dentro c'è l'amo, al quale qualcuno abbocca.

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6 Risposte

  1. Una disamina piuttosto convincente, ciò che non vedo di buon occhio, è dire che nel parlamento vi è la sinistra, forse bisognerebbe dire moderati (C.S.) e conservatori (C.D.). Anche perchè, in politica per più di 30 anni, al tempo del vecchio PCI, per sinistra si intendendeva: socialisti, socialdemocratici…oppure comunisti, altri che oggi (tutti partiti che non hanno fondato la REPUBBLICA) SI DEFINISCONO TALI, raggirano gli elettori, basandosi sullIGNORANZA diffusa nel nostro paese, come saprai pure tu. A mio modesto avviso, per spostare il non voto, al voto (non i moderati), visto che sono circa un terzo dell'elettorato, dove pure mi trovo io, la politica dovrebbe tendere a fare almeno una sana politica socialdemocratica alla SVEDESE, di veccio stampo. La smetto per non tediare. Cari saluti da Salvatore.

  2. Si può riflettere su tutto, mediare, correggere, ma la presunta superiorità esiste ed è un merito.
    Si fanno troppi equivoci sulla sostanza, sulla strategia il disocrso è ampio e variabile.

  3. Certo! Però non possiamo dire altro da ciò che realmente è. Saluti da Sar.

  4. Alla base del pensiero di sinistra c'è la giustizia sociale. Alla base di quello di destra il fatto che per far andar bene le cose si debba agevolare le leggi di natura. In sostanza che la gerarchia e le diseguaglianze sono insite nella natura umana e, un po' come nella jungla, è inevitabile che i forti prevalgano sui deboli.
    La sinistra quindi persegue un modello di società che, superando il cosiddetto diritto naturale, fa appello all'intelletto umano per giungere ad un ordinamento dove ci sia un riequilibrio tra chi vince e chi perde, perchè alla fine così è meglio per tutti.
    Per questo, secondo me, è pienamente giustificata l'idea di superiorità del pensiero di sinistra. Perchè esso utilizza l'intelligenza, qualità che rende superiore l'essere umano rispetto alle altre specie, per superare quelle che sono le sue semplici istintività.
    Saluti.

  5. Mi complimento con RobyGi per la pacata analisi, che condivido.

  6. Anch'io mi complimento con robyg e concordo pienamente….
    Un analisi che condivido e che vorrei fosse applicata…

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